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PESCARA - Nel giorno dello sciopero regionale «contro lo smantellamento del trasporto ferroviario in Abruzzo», indetto da Filt, Fit, Uilt, Fast, Ugl e Orsa, che ha registrato un'alta adesione e la soppressione di numerosi treni, Federconsumatori Abruzzo lancia il suo attacco a Trenitalia. Il regionale 3193 impiega 98 minuti per collegare Pescara a Sulmona: ne bastavano 93 all'accelerato A243 di terza classe del 1933. E dal 9 dicembre, con l'entrata in vigore il nuovo orario, la percorrenza di questi treni dovrebbe aumentare di altri 15 minuti. In Abruzzo mancano i collegamenti interregionali, se si escludono i periodici del sabato e la domenica, il che comporta l'obbligo di prendere intercity ed eurostar a caro prezzo. Sono solo alcuni degli esempi racchiusi nel libro nero di Federconsumatori Abruzzo che, con Tino Di Cicco e Franco Leone, ha attaccato «una classe politica incapace di gestire i problemi del trasporto ferroviario. Basta guardare alla direzione del trasporto regionale: in quindici anni si sono succeduti una decina di dirigenti, nessuno dei quali abruzzesi». Di Cicco: «Nel 2005 Trenitalia tentò di cancellare in parte gli interregionali nel centro-nord per trasformarli in intercity. Le comunità regionali si ribellarono, appoggiate dalle istituzioni, e salvarono il servizio. Da noi quei treni mancano e le istituzioni non fanno nulla». Un collegamento interregionale da Pescara a Bologna costerebbe 16,10 euro, mentre un equivalente viaggio ne costa oggi: vale a dire una maggiorazione del 74% e fra due anni si arriverà al 100%. Tra le carenze strutturali, Pescara è priva di sala d'attesa riscaldata, non ci sono monitor sugli arrivi dei treni, in moltissime località sono fuori uso le macchinette per l'emissione automatica di biglietti che induce gli utenti a subire sanzioni fino a 224 euro per un disservizio del quale non hanno alcuna responsabilità. Di Cicco: «L'Abruzzo delega tutto a Trenitalia, che decide multe a danno degli abruzzesi. Non si capisce perché le istituzioni non facciano valere gli obblighi derivanti all'azienda dal contatto di servizio, attraverso cui la nostra collettività corrisponde ogni anno 40 milioni di euro a Trenitalia per acquistare il servizio fs regionale». La lunga lista di lagnanze approderà domani in Commissione parlamentare Trasporti.
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