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AVEZZANO. Marsica più lontana dalla capitale con il nuovo orario ferroviario della linea Roma-Avezzano. La mannaia della Regione Lazio cancella in un sol colpo 6 treni. Il primo del mattino per Roma (4.05), gli ultimi della sera (arrivo ad Avezzano alle 23.50 e 0.50), due del pomeriggio tra Roma e Avezzano) e l'ultimo della sera per la Valle Roveto. Gli ex rapidi (3378 e 3379), invece, fermeranno a Carsoli. Un treno, il 2371, arriverà a Termini, mentre due saranno dirottati a Tiburtina: il 2372 per Pescara e il corrispondente del mattino da Avezzano. Novità che scatteranno con l'entrata in vigore del nuovo orario, il 9 dicembre, ormai in dirittura d'arrivo. Le cancellazioni, oltre a peggiorare il servizio per i pendolari, faranno perdere una quindicina di posti di lavoro. «Questo nuovo orario», afferma Gaetano Iacobucci, segretario della Filt-Cgil, «segnerà il colpo definitivo per il trasporto su ferro. I tagli segnano uno spartiacque tra le speranze dei marsicani di rafforzare i collegamenti con la capitale e i disegni aziendali mirati a ridotti drasticamente il numero dei convogli». Un altro duro colpo per i pendolari che, a meno di un miracolo, fra due settimane vedranno sparire altri treni importanti, soprattutto il primo per Roma usato da centinaia di lavoratori per raggiungere la capitale. «In Italia il taglio del numero dei treni si attesta intorno al 5%», continua Iacobucci, «mentre qui sale al 10, molto al di sopra della media». Sacrifici che potrebbero aumentare se il governo sarà "avaro" con le ferrovie. Pericolo messo sul tavolo in un vertice all'Aquila tra il direttore nazionale del trasporto regionale, Giancarlo Laguzzi, i segretari di Filt, Fit e Uiltrasporti, e l'assessore regionale Tommaso Ginoble, dove si è affrontato il caso. Il rischio, quindi, è che quei 168 milioni in 3 anni frutto di un emendamento bipartisan inserito nella finanziaria, per il potenziamento della strada ferrata abruzzese-laziale, inserita dal governo Prodi tra le priorità per i collegamenti verso i nuovi paesi membri dell'Ue, vadano ad ammodernare una linea dove i treni sono come mosche bianche». Minaccia da sventare per la Filt-Cgil. «I treni persi difficilmente si riconquistano con la logica del costi ricavi», conclude Iacobucci, «tocca alla politica difendere gli interessi del territorio. Il servizio ferroviario con la capitale va potenziato e velocizzato, non sottoposto a tagli». |