Data: 23/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
L'accordo sul Welfare c'è, con mugugni. Rifondazione insiste sugli emendamenti. Chiti: se costretti metteremo la fiducia

Qualche perplessità anche tra i "diniani" che si riservano il giudizio. Berlusconi: cadranno al Senato

ROMA. Tutto secondo copione. La maggioranza riesce a trovare l'accordo sul disegno di legge del Welfare, il Protocollo è salvo, lo scalone diventa uno scalino, i lavoratori che svolgono mansioni usuranti mantengono il diritto alla pensione anticipata. Per far passare le ultime modifiche, però, si deve ricorrere a voti trasversali e, comunque, espressi contro il parere del governo. Parte dei sindacati (Cisl in testa) e Confindustria contestano il testo che da lunedì sarà all'esame dell'aula della Camera (chiusura entro il 29). Dalla maggioranza, invece, si fa notare come il Protocollo sia salvo nelle sue linee essenziali, anzi migliorato.
«E tutto senza un centesimo di euro in più da spendere, il tetto di spesa è stato rigorosamente mantenuto», dice Vannino Chiti, ministro dei rapporti con il Parlamento. «Bisogna capire come si fa ad attingere alle stesse risorse allargando la platea delle persone che hanno accesso al pensionamento anticipato», si chiede Natale D'Amico, senatore diniano. E Roberto Manzione, senatore di Unione democratica, ironizza: «E' sempre un po' strano che un testo come quello si migliori senza modificare la copertura». Anche Rc non è del tutto soddisfatta e ripresenterà in aula alcuni emendamenti.
Se l'approvazione alla Camera è data per scontata, al Senato potrebbero esserci dei problemi, come dice anche Silvio Berlusconi: «Sono convinto che questo governo su argomenti importanti come il welfare non avrà la maggioranza». Matteoli conferma: «Non sarà una passeggiata e il rischio di crisi è sempre in agguato». E infatti Chiti avverte: «A questo punto il governo, preso atto delle modifiche, non può consentire che ci sia un'ulteriore virgola spostata nell'iter parlamentare del provvedimento». Che poi vale come avviso preventivo: in caso di ulteriori modifiche arriva la fiducia.
Staff leasing. Vediamo le modifiche dell'ultima ora. Lo staff leasing secondo il Protocollo doveva restare, un emendamento ne prevede l'abolizione.
Lavoro a chiamata. Il Protocollo ne prevedeva l'abolizione. La Commissione lavoro ha introdotto un articolo che prevede la permanenza del lavoro a chiamata in settori particolari: ristorazione, turismo e spettacolo. L'emendamento, voluto dall'Udeur, è passato anche con i voti della Cdl. Contraria la sinistra.
Lavori usuranti. Il sindacato chiedeva che al posto della delega al governo, presente nel Protocollo, fosse inserita la norma definitiva. Non è stato possibile farlo, ma in compenso è stato eliminato il tetto minimo delle 80 notti. La Commissione ministeriale avrà più flessibilità sui criteri. Restano invariate le risorse: 2 miliardi e 520 milioni in 10 anni.
Contratti a termine. Dopo 36 mesi di contratti a termine il lavoratore deve essere assunto, è possibile un altro contratto (con l'accordo dei sindacati), ma solo per 8 mesi. La sinistra avrebbe voluto mettere una norma che garantisse il «diritto di precedenza», ma non è passato.
Co.co.pro. La Rosa nel Pugno chiedeva la cassa integrazione per i co.co.pro., ma non è stata inserita. Da qui l'astensione di Lanfranco Turci in Commissione. «I giovani precari non sono al centro dell'attenzione della sinistra massimalista», dice.
Scalini. Abolito lo scalone, nel 2008 si va in pensione di anzianità con 58 anni di età e 35 di contributi invece dei 60 previsti dalla Maroni. Poi crescita graduale fino ad arrivare, nel 2013 a 61 anni di età minima.
Coefficienti. Dal 2010 verranno applicati i nuovi coefficienti di rivalutazione (più bassi degli attuali), coefficienti che saranno rivisti ogni 3 anni.
Disoccupazione. Aumenta l'indennità. Nei primi sei mesi sarà il 60% della paga, il settimo e l'ottavo il 50%, poi cala al 40%.
Straordinari. Abolita la contribuzione aggiuntiva sulle ore di straordinario inserita con la Finanziaria del 1996.

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