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I lavoratori delle autostrade in Abruzzo di A14, A24 e A25, si asterrannno dal lavoro nella giornata del 30 novembre. Le motivazioni che spingono gli addetti alla protesta sono da ricercare alla mancata introduzione di regole negli strumenti convezionali finalizzate alla qualità del servizio reso. E' necessario, infatti, passare dal concetto di pagare un «nastro di asfalto» a quello di pagare per un servizio di cui si usufruisce. La strutturazione delle stazioni finalizzata a non creare disagi all'utenza, la qualificazione delle aree di servizio oggi spesso fatiscenti e l'obbligo a predisporre un servizio di pronto intervento su strada a favore degli utenti in difficoltà, rapresentano il fattore minimo di un Paese civile; per introdurre norme finalizzate ad evitare che «manovre societarie» e l'utilizzo di appalti e cessioni di rami d'azienda diventino strumenti per penalizzare il lavoro stabile a favore di lavoro precario e sottopagato. La definizione di ambiti contrattuali certi, rappresenta, infatti, la condizione per evitare che le imprese trasformano in utili i costi previsti dalle convenzioni per il lavoro. Strumenti regolatori imposti dallo Stato, in qualità di prorietario delle infrastrutture, rappresentano l'unica opportunità per evitare che le scelte sui futuri investimenti e quelle sullo sviluppo della rete non siano prese sulla base di meri interessi economici ma sugli interessi generali del Paese. Luciano Di Giulio Uil-Trasporti Abruzzo |