Data: 30/11/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti. Chi paga il conto è il popolo dei pendolari

PESCARA - Chi ci rimette, chi paga il dazio più pesante al blocco dei trasporti è il popolo dei pendolari. Sono i forzati del treno e del bus, il popolo della seconda classe moltiplicato da flessibilità e nuovi lavori. «Le sofferenze maggiori - spiega Franco Rolandi della Filt-Cgil trasporti - le provano quei lavoratori che dalle aree interne devono spostarsi nelle città per lavorare. Per via del tragitto, delle condizioni dei mezzi, per la carenza di personale e di di manutenzione. Il pendolarismo in Abruzzo è il vro problema quotidiano».
Secondo uno studio della Regione, i maggiori flussi di pendolari occupati nel settore dell'industria sono diretti a San Giovanni Teatino, Chieti, Atessa, San Salvo, Avezzano, e poi L'Aquila, Teramo, Pescara e Tortoreto. Sono questi i poli di attrazione di pendolari provenienti soprattutto da Vasto, Lanciano, Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi, Pratola Peligna. Mentre i pendolari occupati nei servizi gravitano soprattutto nelle aree di Pescara, Teramo, Lanciano, L'Aquila e Avezzano e provengono da Roma e dall'hinterland abruzzese, ma anche da Ascoli Piceno, San Benedetto e Termoli. Per quanto riguarda il flusso di pendolari studenti i poli di attrazione per la presenza di università sono i quattro capoluoghi. Pochi gli aquilani che vanno a Teramo, viceversa più numerosi i teramani che studiano all'Aquila e a Pescara. Numerosi anche quelli che da Pescara vanno a studiare fuori regione. Molti i chietini che frequentano scuole e facoltà di Pescara.
Città relazionali in teoria, per dirla con De Rita, numero uno del Censis, ma che hanno proprio nei collegamenti i problemi maggiori. Uno su tutti il tragitto Avezzano-Roma. A raccontare l'odissea quotidiana di chi percorre quella tratta è un ex capostazione di Avezzano. «Trovare un treno che parte puntuale e arriva in orario alla stazione è impossibile. Proprio negli ultimi giorni alla stazione di Avezzano transita un treno merci che crea continui ritardi ai treni che trasportano studenti. Accade al treno che parte alle 13.12 da Avezzano e riporta a Roma numerosi studenti costretto a partire con più di 20 minuti di ritardo. Così anche quello successivo diretto a Roma delle 13.56 parte a sua volta con ritardo». E poi non mancano i guasti ai locomotori, alla linea elettrica, causando ulteriori disagi. «Se si guasta un locomotore - spiega l'ex capostazione - il treno viene soppresso perché non ci sono locomotori di riserva, né corse di autobus sostitutive. E i viaggiatori sono costretti a ricorrere a mezzi di fortuna o attendere il treno successivo anche per due-tre ore». E col nuovo orario dei treni che entrerà in vigore a dicembre, si profilano nuovi disagi all'orizzonte. «Il primo treno - aggiunge l'ex dipendente delle Ferrovie - in partenza alle 4.05 da Avezzano per Roma è stato soppresso». E il calvario dei pendolari continua.

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