Data: 01/06/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Ultimatum Anas, presto incontro urgente

MILANO - Ultimatum dell'Anas ad Autostrade che a sua volta chiede un incontro urgente. Si alza il tono dello scontro sulla prevista fusione del gruppo italiano con Abertis e nel contempo si stringono i tempi per la ricerca di una soluzione. Il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi, ha indicato entro l'assemblea per la fusione, fissata in prima convocazione il 28 giugno, il termine per le eventuali modifiche alla convenzione con Autostrade. Alla lettera inviata da Pozzi alla societa' con le risultanze dei lavori della Commissione specificatamente costituita, il gruppo ha risposto sollecitando un incontro urgente ''al fine di ottenere i necessari chiarimenti in ordine a una serie di temi indicati, per poter illustrare gli aspetti industriali dell'operazione e cominciare a individuare gli elementi sui quali rispondere costruttivamente, con le opportune garanzie, alle esigenze indicate''. Fra i temi piu' controversi, accanto a quello degli investimenti nei prossimi anni, c'e' l' ingresso della Acs di Florentino Peres con una quota del 12,5% nell'azionariato del gruppo che nascera' dalla fusione. Secondo Autostrade l'entrata del costruttore Acs non viola alcuna legge o regola e non costituisce quindi un motivo per frenare l'operazione. Di fronte ai rilievi fatti su questo fronte, nei giorni scorsi, del ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro, il gruppo presieduto da Gian Maria Gros-Pietro risponde infatti che non esistono ''leggi italiane ne' norme europee che impediscano tale partecipazione''. Inoltre le regole di gara per la privatizzazione di Autostrade se da una parte impedivano la partecipazione ai costruttori, dall'altra non ponevano vincoli alla libera circolazione delle azioni al termine di un periodo di 36 mesi di lock-up. In mattinata intanto Edizione Holding, che controlla il gruppo autostradale attraverso Schema28, sostiene di non avere ''allo studio alcuna ipotesi alternativa al progetto di fusione'' con gli spagnoli e smentisce cosi' le indiscrezioni che danno conto dell'attivismo di piu' di una banca per mettere a punto ipotesi alternative, con un piu' forte carattere nazionale, all'annunciata maxi-fusione con gli spagnoli. Dossier che, in teoria, potrebbero tornare utili se il pressing politico contro l'operazione arrivasse a bloccarla. ''Tutte le operazioni o si fanno o non si fanno e in quest'ultimo caso il mercato se ne inventa altre: la fusione tra Autostrade e Abertis, lo ribadisco, resta una grande opportunita' per la societa' e per l'Italia'', ha osservato dal canto suo il presidente del gruppo italiano, Gian Maria Gros-Pietro. ''In un quadro in rapida evoluzione - ha aggiunto - se non si dovesse fare questa operazione altri soggetti europei procederanno a integrazioni alternative: c'e' il rischio di isolamento''

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