Data: 01/06/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Autostrade ora sfida l'Anas: nessun conflitto d'interessi con i costruttori nel capitale

ROMA - La presenza del gruppo iberico Acs, leader del settore costruzioni in Spagna, nella compagine azionaria della società che dovrebbe nascere dalla fusione di Autostrade e Abertis, sembra essere diventato uno dei punti focali del negoziato intavolato tra Anas e il gruppo italiano. Al punto che ieri Autostrade, forse percependo la pressione dei costruttori italiani, preoccupati circa la possibilità che la futura assegnazione dei lavori privilegi Acs, ha chiarito in un comunicato che saranno garantite regole di comportamento «certe, trasparenti e vincolanti, nel quadro delle norme vigenti», tali da assicurare «assoluta parità di condizioni» tra tutti.
Prima però il gruppo guidato da Gian Maria Gros-Pietro ha confutato la tesi, sostenuta dall'Anas, secondo cui i costruttori non possono partecipare a società concessionarie. «Non risulta - si spiega - che esistano leggi italiane né norme europee che impediscano tale partecipazione». Inoltre «non risulta che nelle concessioni finora rilasciate in Italia esista una clausola del genere». Viceversa, viene fatto notare, in alcune società concessionarie esistenti, o vincitrici di gare di concessioni autostradali anche recenti, «sono presenti azionisti, con quote rilevanti, che hanno la natura di costruttori, o possiedono società di costruzione, o sono controllati da società di costruzione, anche estere».
Infine il punto che riguarda la privatizzazione della società Autostrade: «Le regole di gara - si precisa - stabilivano che ai costruttori non fosse consentito di presentare manifestazioni di interesse; richiedevano ai soggetti aggiudicatari delle azioni Autostrade di non assumere, per 36 mesi, caratteristiche che non avrebbero loro consentito di presentare manifestazioni di interesse». E nel caso questo fosse avvenuto, prevedevano «una semplice sanzione pecuniaria». Questo, secondo Autostrade, significa che non veniva posto «alcun vincolo alla libera circolazione delle azioni al termine dei 36 mesi di lock-up ».
Svolte le considerazioni giuridiche, si conclude che è interesse del Paese e della società «assicurare che la qualità di azionista anche indiretto (di Acs ndr ) non possa costituire sotto nessuna forma un vantaggio nell'aggiudicazione dei lavori commissionati dalla concessionaria».
Per parte propria, Anas ieri ha inviato a Autostrade le conclusioni della commissione composta dai tre saggi, precisando che «eventuali modifiche alla convenzione con Autostrade per l'Italia dovranno precedere l'attuazione o l'efficacia della fusione», quindi prima del 28 giugno, data dell'assembla straordinaria di Autostrade.
Lo scambio di precisazioni ha spinto Autostrade, in serata, a sollecitare un incontro urgente, «al fine di ottenere i necessari chiarimenti». Un modo per mettere il negoziato al riparo dei riflettori.

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