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Tensione. Il sindaco della città marsicana prova a smorzare gli animi, inutilmente. Striscioni e slogan contro la Regione Il governatore «Il piano sanitario non prevede nessun taglio in quest'area»
PESCINA. I pescinesi non si sono smentiti. Un tempo hanno lottato contro il principe Torlonia per l'acqua. E il loro concittadino più illustre, Ignazio Silone, in Fontamara, colse in quella rivolta la determinazione a combattere per la libertà e la dignità, contro la prepotenza e le angherie del padrone. Questa volta sono scesi in piazza per dire no alla chiusura dell'ospedale. E hanno scelto per la protesta l'assegnazione del premio Silone. Una scelta che sapevano avrebbe assicurato alla manifestazione ampia risonanza, grazie alla presenza dei mezzi di informazione. Bersaglio della clamorosa protesta, stavolta, il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. Non un principe, come Torlonia, dunque, ma un uomo che, seguendo l'insegnamento di Di Vittorio, della lotta delle masse per il riscatto morale e civile, ne ha fatto una bandiera. Un uomo che se oggi siede sullo scranno più alto della Regione, è perché è stato democraticamente eletto. Anche con i voti dei pescinesi. Quantomeno ingenerose, pertanto, sono apparse le frasi dei manifesti affissi sui muri lungo le strade: «Del Turco, la Marsica ti ripudia, dimettiti»; «Alle future elezioni non vi permettete di chiedere i nostri voti»; «Con quali diritti venite tra i cafoni di Fontamara?». Del Turco, presente alla cerimonia, che si è svolta nel Teatro San Francesco, deve avere avuto sentore dell'accoglienza che un gruppo di pescinesi gli stava riservando. Così nel suo intervento ha accostato la battaglia dei «cafoni» di Fontamara per l'acqua a quella dei pescinesi di oggi in difesa dell'ospedale. «Immagino», ha osservato, «cosa Silone, se fosse stato qui, avrebbe detto a ciascuno di noi. A me», ha precisato Del Turco, «avrebbe sicuramente raccomandato di dare la possibilià agli agricoltori del Fucino di irrigare d'estate i campi e di garantire ai cittadini della Valle del Giovenco un servizio sanitario efficiente. Ed è esattamente quello che sto facendo. Per l'irrigazione, come sapete, venerdì ho nominato un commissario, col compito di realizzare nel Fucino degli invasi. Per quanto riguarda la sanità, posso assicurarvi che l'ospedale non verrà toccato». Sperava così di far rientrare la protesta. Un tentativo di calmare gli animi è stato fatto anche dal sindaco, Maurizio Radichetti. Il primo cittadino di Pescina, prima che si concludesse la cerimonia, ha lasciato il Teatro e ha cercato di convincere i manifestanti a desistere dal loro proposito. Ma senza successo. Così quando Del Turco è uscito, per andare via, ci sono stati momenti di tensione. La folla ha cominciato a inveire contro il presidente e coprirlo di insulti. Perentoria la risposta di Del Turco al gruppo di facinorosi: «Vergognatevi». Quindi è salito in auto ed è partito alla volta di Pescara. |