Data: 06/12/2007
Testata giornalistica: L'Unit
Salari, ultimatum dei sindacati.

Si va verso lo sciopero generale a fine gennaio: Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una mobilitazione di tutte le categorie pubbliche contro i mancati rinnovi contrattuali e per chiedere al governo un confronto su una idea di politica dei redditi e di riduzione fiscale sui salari.

I lavoratori che hanno il contratto scaduto sono oltre sei milioni, 1,2 milioni dei quali pubblici (Enti locali e Sanità) ma a fine 2007 scadranno di nuovo tutti i contratti del Pubblico impiego e nella Finanziaria 2008 non sono previste risorse adeguate per i rinnovi. Ci sono poi - tra i contratti scaduti - soprattutto quelli dei Metalmeccanici (1,5 milioni di lavoratori) e del Commercio ma anche quelli delle Banche.

Nel frattempo le famiglie fanno i conti con un potere di acquisto in discesa a causa non solo dei mancati rinnovi dei contratti ma anche della ripresa dell'inflazione (più 2,4 per cento a novembre) e della pressione fiscale nazionale e locale.

E poi c'è la questione del precariato, l'aumento delle rate sui mutui, per il quale i Consumatori chiedono al governo di congelare gli aumenti.

Si tratta di un «incubo quotidiano» per milioni di famiglie che si trovano a fare i conti con un tasso interbancario in continua lievitazione: in un solo giorno, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, si è passati dal 4,822 per cento al 4,834 per cento. «L'Euribor schizzato porta i tassi mensili al 6,5 per cento, un vero record da 7 anni», osservano.

Il governo promette che sui mutui studierà un intervento per evitare un precipitare della situazione di indebitamento e rischio insolvenza per molte famiglie. «Siamo pronti a stigmatizzare, anzi a fare qualcosa sui mutui», ha detto mercoledì il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. «Certo, bisogna vedere cosa si può fare in concreto...», ha però messo le mani avanti.

I sindacati. Hanno definito «drammatica» la situazione delle famiglie. «Siamo preoccupati - ha affermato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine della riunione delle segreterie unitarie - perché il governo non da risposte sull'Ici, sugli incapienti e sul pubblico impiego. Mentre si annunciano rincari su prezzi e tariffe e c'è una impennata dell'inflazione. Il governo ci dica che cosa intende fare su tutte queste materie».

«Chiederemo un incontro urgente del governo - ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - per illustrare i contenuti della nostra piattaforma sulla politica dei redditi e le condizioni di lavoro. A metà gennaio convochiamo i direttivi unitari per dare una valutazione sulle risposte del governo. E avremo anche un quadro dei rinnovi contrattuali... da cui potremo decidere le modalità di lotta».

«Abbiamo deciso - ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti - di convocare gli organismi per il 15 gennaio perché in quella data potremo verificare se i contratti saranno stati firmati». A quel punto si valuterà anche lo stato del confronto con il governo e le risposte date sul fronte fiscale e del sostegno ai redditi da lavoro dipendente.

Confindustria. Su prezzi e salari il vicepresidente della Confidustria Alberto Bombassei spera che lo sciopero venga scongiurato. E si augura un segnale positivo delle trattative tra le parti sociali come per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, che potrebbe avere un effetto positivo. «Se lo sciopero è riferito alla politica salariale - sono parole dell'imprenditore, conversando con i giornalisti durante una conferenza stampa della Ferrari e della Brembo, l'azienda di impianti frenanti di Bombassei - credo che, in qualche modo la Confindustria e i sindacati hanno non solo riconosciuto il problema ma cominciato a discutere di una politica salariale diversa. È chiaro - ha aggiunto - che su questa politica anche il governo verrà coinvolto».

I Consumatori. Denunciano la carenza di una idea di politica economica per fare fronte all'emergenza carovita e fisco. Ma non solo. «In poco più di tre anni, dal giugno 2004 a oggi, le rate dei mutui hanno subito rincari anche del 50 per cento, strozzando gli italiani che hanno contratto un prestito a tasso variabile», dicono Adusbef e Federconsumatori che, citando una lettera arrivata alle associazioni, chiedono anch'essi al governo di «approvare un provvedimento urgente per congelare le rate dei mutui».

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