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Contestati i reati di turbativa d'asta e violazioni a prescrizioni della Soprintendenza L'AQUILA. Virata nell'inchiesta su presunte irregolarità nella realizzazione della metropolitana di superficie. La procura, infatti, ha chiuso le indagini, dopo che il gip aveva bocciato l'archiviazione. Sono tre le persone per le quali le indagini andranno avanti. Sono infatti indagati il costruttore Eliseo Iannini, e i dirigenti comunali Mario Di Gregorio e Vittorio Fabrizi. Stavolta, però, ci sono contestazioni parzialmente diverse rispetto a quelle inizialmente avanzate dalla procura. Infatti non risulterebbe essere contestato l'abuso di ufficio mentre resta confermata la turbativa d'asta cui si aggiungono presunte violazioni di alcune prescrizioni imposte dalla soprintendenza. Sulla scorta di quanto avvenuto ora gli indagati, a carico dei quali ci sono sospetti ancora tutti da dimostrare, avranno una ventina di giorni di tempo entro i quali farsi interrogare e presentare memorie difensive. Dopodichè il pm, a seconda delle risultanze, avrà la possibilità di chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione, atti che poi passeranno di nuovo al vaglio dei giudici. La chiusura delle indagini segue una serie di accertamenti che poco più di sei mesi fa furono disposti dal giudice per le indagini preliminari. Si trattava di una decina di direttive per le quali si chiedevano approfondimenti a cominciare dalla stima circa l'utilità o meno della stessa metropolitana di superficie con riferimento al numero delle persone che potrebbero utilizzarla. Tuttavia non sembra che questi ulteriori approfondimenti abbiano ottenuto il risultato di modificare radicalmente l'esito dell'indagine penale. Nel corso del procedimento gli indagati sono assistiti dagli avvocati di fiducia Stefano Rossi e Massimo Manieri. |