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L'AQUILA. «Porteremo a termine un piano industriale che risolleverà le sorti economiche del Centro turistico Gran Sasso, attraverso il potenziamento della stazione sciistica, la cessione dell'Agenzia di viaggi e la vendita o l'affitto dell'hotel Cristallo». Il presidente, Maximilian Di Pasquale, non torna indietro e risponde alle accuse lanciate dai dipendenti dell'azienda, che da qualche giorno hanno dichiarato lo stato di agitazione, diffidando il Centro turistico «a procedere a iniziative unilaterali». Intanto ieri, con qualche giorno di ritardo, sono stati retribuiti gli stipendi del mese di maggio, uno dei motivi dell'agitazione dei dipendenti. Il piano industriale approvato all'inizio dell'anno dal Ctgs, sembra però non piacere ai dipendenti. I lavoratori, nei giorni scorsi, hanno dichiarato lo stato di agitazione con due principali motivazioni: il ritardo nel pagamento degli stipendi di maggio e la ristrutturazione dell'azienda, che prevede la cessione dell'agenzia di viaggi e dell'hotel Cristallo. Una decisione presa unilateralmente dall'azienda, secondo i lavoratori e i sindacati Cgil, Cisl e Uil trasporti, che stanno tutelando gli interessi dei dipendenti del Centro turistico. «Per quanto riguarda gli stipendi, non penso sia opportuno lamentarsi per un ritardo di due giorni», spiega Di Pasquale. «Il 27 maggio, giorno in cui dovevano essere liquidati gli stipendi, era sabato e perciò il pagamento sarebbe dovuto slittare a lunedì 29. A causa di alcune pratiche da portare a termine, abbiamo deciso di ritardare ancora due giorni». Ieri, infatti, sono stati pagati gli stipendi. Sulla cessione dell'agenzia di viaggi e dell'hotel Cristallo, invece, il presidente non ha alcuna intenzione di tornare sulle decisioni prese. «Abbiamo fatto un piano industriale già da diverso tempo», spiega Di Pasquale, «con questo documento è stato dichiarato apertamente l'intento dell'azienda di valorizzare la funivia e gli impianti di risalita della stazione sciistica, mettendo da parte gli altri rami dell'azienda, che non sono sinergici allo scopo finale. È stata aperta, perciò, una procedura per la privatizzazione di questi rami, nel rispetto della tutela occupazionale». In sostanza, il Centro turistico ha deciso per la cessione dell'hotel e dell'agenzia di viaggi a privati. Ieri sono scaduti i termini per la presentazione delle proposte per l'acquisto dell'hotel. «Se tutto andrà per il meglio, daremo l'hotel a un patner molto solido, che garantirà il mantenimento dei livelli occupazionali», continua Di Pasquale, «solo in tal modo potremo ridurre i costi di gestione e migliorare i nostri livelli economici. Così salveremo e rilanceremo il Centro turistico». I dipendenti, tuttavia, non approvano i metodi dell'azienda che, hanno detto, «non ha bisogno di commissari liquidatori, ma di amministratori che siano in grado di sviluppare le reali potenzialità del territorio aquilano». Per questo motivo, i dipendenti hanno anche annunciato prossimi incontri con le istituzioni |