Data: 08/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«L'Anas non paga e io mobilito la città» Scoppia la protesta dei cittadini che vedono sfumare il risarcimento danni dopo la sentenza del Tribunale. Il sindaco si schiera con i proprietari degli edifici lesionati dal Lotto zero

Scoppia il caso "Lotto zero". La sentenza del Tribunale di Teramo che rigetta la richiesta dell'Asl di risarcimento danni per sette milioni di euro a carico dell'Anas, rischia di innescare un meccanismo esplosivo che mette in pericolo le numerose cause degli altri proprietari di edifici lesionati per gli scavi delle gallerie della variante sud. I danni complessivi procurati agli immobili di Porta Romana dal "Lotto zero" sono quantificabili in quasi 20 milioni di euro e non si contano quelli morali: edifici di pregio non più agibili, pavimentazione stradale da rifare e decine di famiglie costrette ad abbandonare nel 2002 le case di loro proprietà per andare a vivere in albergo. Oggi, dopo il principio sancito dalla sentenza del giudice teramano, Giuseppe Marcheggiani, il quale ritiene dovessero essere coinvolti nelle responsabilità, oltre all'Anas, anche il Comune di Teramo e la ditta realizzatrice dell'opera, gli sfrattati di Porta Romana sono disperati perchè non sanno più da chi e quando saranno risarciti.
«La verità è che nessuno mi restituirà il valore reale della mia casa - commenta Fabrizio Ammassari, proprietario di uno degli immobili lesionati dal "Lotto zero" -. Inoltre, le spese legali della causa sono altissime e tutte a mie carico». «Questa sentenza significa che dovremo ricominciare i procedimenti da capo - riflette scoraggiato l'avvocato Gaetano Ronchi, titolare di uno studio legale a Porta Romana - e non credo che io ne ricorderò la fine»
«Sono veramente dispiaciuto per questa gente - dice il sindaco Gianni Chiodi - ed esprimo loro tutta la mia solidarietà. Sono anni, ormai, che abbiamo la città transennata per i danni provocati dal "Lotto zero" ed è ora che l'Anas risolva questo nodo. I vertici dell'azienda mi hanno assicurato che a gennaio inizieranno le convocazioni dei singoli proprietari da risarcire, per cercare di esperire transazioni conclusive. Mi auguro che la sentenza del Tribunale di Teramo non faccia desistere l'Anas dal farlo, pensando forse di condividere le responsabilità con il Comune che, in fondo, ha solo realizzato un progetto preliminare». Il sindaco Chiodi è sinceramente amareggiato «da questo ingranaggio fatale di burocrazia e giustizia che stritola il diritto del cittadino ad essere risarcito». «Prima o poi qualcuno dovrà pagare - conclude Chiodi - e se l'Anas non attuerà subito le transazioni previste, mobiliteremo la città intera e marceremo su Roma».





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