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Mussi: il problema è stato risolto nel 1989 ma Diliberto insiste ROMA. «La Sinistra-l'arcobaleno» nasce con una scissione annunciata in Rifondazione e con la minaccia di addio di Marco Rizzo al Pdci. L'assemblea generale della sinistra che dovrebbe portare al nuovo soggetto politico unitario ex sinistra diesse, Rifondazione Pdci e Verdi debutta alla Fiera di Roma e registra le prime defezioni. Salvatore Cannavò e Franco Turigliatto, entrambi componenti dell'ala trozkista di Rifondazione, da tempo ai ferri corti con il vertice del partito, escono da Rc e annunciano che non entreranno a far parte di «una indistinta Sinistra arcobaleno senza identità e senza falce e martello». Daranno vita alla Costituente della «Sinistra anticapitalista» alla quale si dichiara interessato anche Giorgio Cremaschi, segretario della Fiom Cgil. E alla kermesse non si faranno vedere né il filosofo Gianni Vattimo né Marco Rizzo perché «manca la falce e martello e perché non si è alternativi al Partito democratico». Ma davvero la falce e il martello spariranno dal logo della Cosa Rossa? E' questo uno dei molti rebus ancora irrisolti. E non è certo l'unico. Oggi con gli interventi di Fabio Mussi, Franco Giordano, Oliviero Diliberto e Alfonso Pecoraro Scanio i militanti cercheranno di scoprire cosa sarà la nuova casa comune. Un partito unitario o una semplice federazione in cui ciascuno dei contraenti manterrà il suo simbolo? Il tormentone è ancora in corso. Quel che sembra certo è che alle future amministrative i quattro partiti si presenteranno sotto un simbolo unico. Ma il futuro resta incerto, come ha sottolineato Pietro Ingrao, il grande assente della Costituente. E il simbolo? Le maggiori resistenze a cancellare la falce e il martello non vengono come si potrebbe pensare da Rifondazione, il maggior partito della sinistra italiana, ma dal Pdci. «Di falce e martello ce ne sono due, questi sono i simboli del lavoro e devono rimanere» avverte Oliviero Diliberto che si aggira per la Fiera mostrando ai giornalisti il cartellino con la S con i colori dell'arcobaleno sopra i 4 loghi dei partiti. «La falce e il martello sono nel simbolo di Rifondazione comunista noi vogliamo dare vita a una nuova formazione che dia speranza al Paese», dice al Tg3 Franco Giordano, segretario di Rifondazione. «Per noi è un problema risolto nel 1989, il messaggio che vogliamo dare è legato ai tempi che vengono e non può vivere sui simboli del passato», aggiunge Fabio Mussi, ricordando la svolta della Bolognina. «Siamo qui per costruire un altro percorso, una nuova sinistra unita che serve all'Italia» dice ancora il ministro della Ricerca. Il più soddisfatto appare il leader Verde. «E' una bella festa arcobaleno con tante gente contenta di poter parlare e confrontarsi per dare vita a una un movimento del tutto nuovo», dichiara Pecoraro Scanio. Il ministro è tra i quattro big l'unico a sfiorare di striscio il problema, anch'esso irrisolto, della futura leadership. Chi sarà il Veltroni della Sinistra? «A noi non interessa eleggere segretari o padroni della locomotiva, vogliamo fare una cosa nuova come è stata fatta al social forum di Porto Allegre», dice prendendo le distanze dal Pd. |