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PESCARA. Si fermano da oggi al 14 dicembre le aziende dell'autotrasporto per protestare contro un «governo sino ad oggi inspiegabilmente sordo» rispetto alla «disastrosa situazione del settore», inasprita «dall'inadeguatezza dei fondi previsti nella legge finanziaria». In Abruzzo sono 5mila le imprese che aderiranno allo sciopero. Tra le rivendicazioni: l'eccessivo costo del gasolio, la concorrenza dei vettori stranieri, la mancanza di una strategia mirata sui controlli di tutti gli operatori coinvolti nella filiera del trasporto di merci su strada. Preoccupa anche l'arrivo delle normative di "Basilea 2" che renderà più difficile l'accesso al credito per almeno sette aziende su 10, precisa il segretario regionale di Casartigiani Nando Lucente «perché alle aziende viene chiesto di dimostrare una capacità finanziaria insostenibile per proseguire l'attività». Un vero e proprio allarme è quello del gasolio che in soli quattro mesi è aumentato del 15% e in 4 anni de 45%. Ieri mattina all'aeroporto c'è stata l'assemblea di associazioni e imprese con Carlo Antonetti (Fai Abruzzo), Lorenzo Fracassi (Cna-Fita) Bruno Canale (Confartigianato Abruzzo) Ferdinando Lucente (Casartigiani) Federico Del Grosso (Claai), c'era anche il direttore regionale di Cna Graziano Di Costanzo. L'assemblea ha deciso di istituire presidi (si chiamano centri di sensibilizzazione attiva) alle uscite dei caselli dell'autostrada: Pescara nord, Pescara ovest Dragonara, Ortona, Val di Sangro e Mosciano. Anestesisti e giudici di pace. Intanto oggi scioperano per l'intera giornata gli anestesisti e da oggi al 14 si asterranno dal lavoro anche i giudici di pace che chiedono una riforma che preveda la tutela previdenziale, l'assistenziale obbligatoria, la continuità del rapporto fino a 75 anni, la rivalutazione delle indennità. |