Data: 11/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Si spengono i motori dei Tir, disagi in tutta Italia. Gli autotrasportatori chiedono nuove regole per i costi d'impresa e modifiche delle tariffe

Nel comparto alimentare i danni più gravi E ora si teme un black-out per i carburanti

MILANO. A pochi giorni dal Natale l'Italia è quasi paralizzata dallo sciopero degli autotrasportatori. Per oggi è previsto un incontro fra i rappresenanti di categoria e il ministro dei Trasporti, Bianchi, ma neanche questo ha convinto i «padroncini» a rinunciare al blocco. Molte vie di comunicazioni risultano quasi bloccate, difficili i collegamenti fra Sicilia e Calabria. Un allarme viene lanciato dai rappresentanti degli agricoltori che vedono deperire le merci fresche sui camion. Come spesso accade in questi casi, si sviluppa anche la psicosi dei rifornimenti.
Ieri nelle grandi città si sono viste le prime file ai distributori perchè, se l'agitazione continuerà, le pompe rischiano di restare a secco. Il presidente della Commissione per il diritto allo sciopero ha ammonito i sindacati degli autotrasportatori: i blocchi devono finire.
Gli autotrasportatori chiedono al governo una diversa e migliore regolamentazione dei costi d'impresa, regole sulle tariffe, eliminazione dell'abusivismo e quindi della concorrenza sleale. Tra i punti oggetto della vertenza, l'aumento incontrollato del costo del gasolio e del costo del lavoro, i pagamenti dei servizi di autostrasporto a tempi indeterminati, l'aumento dell'indebitamento delle imprese che è arrivato a sfiorare i 200 mila euro per impresa, i continui aumenti dei pedaggi autostrdali e un quadro normativo non adeguato.
Allarme benzina. Se lo sciopero prosegue, da domani alcuni distributori potrebbero cominciare a restare e secco. In questo periodo, infatti, i consumi di carburante aumentano.
Traffico in tilt.Disagi in tutta Italia. In Veneto ci sono stati 16 chilometri di coda sulla tangenziale di Mestre (la situazione è peggiorata dalla forte nebbia). Quattro chilometri di coda all'uscita di Firenze Certosa sulla A1 mentre è chiusa la barriera di Roma Nord (chi è diretto nella capitale deve prendere la bretella della A1 e immettersi sulla A 24 Roma-L'Aquila). Code sulla Napoli-Salerno e sulla Milano-Venezia all'altezza di Bergamo. Code in uscita a Bolzaneto sulla A7, Milano-Serravalle. Bloccato l'accesso agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, dove partono i traghetti per la Sicilia. Quasi bloccata l'ex dogana di Ventimiglia dove i manifestanti distribuiscono volantini. Ieri sera nelle aree di sosta e lungo l'autostrada, fra Imperia e Ventimiglia, erano bloccati 1600 Tir. La Protezione civile è intervenuta per distribuire viveri. Lunghe code anche in Francia, in direzione dell'Italia. Il gruppo Autostrade ha messo a disposizione il suo personale, circa 6 mila unità, per dare il necessario supporto a chi viaggia.
Latte a rischio. Le associazioni di agricoltori e allevatori lanciano un grido d'allarme. La Coldiretti stima milioni di euro di danni «per migliaia di tonnellate di frutta e verdura che rischiano di marcire nei campi, nei magazzini o nei mercati generali». C'è preoccupazione per i prodotti più deperibili, come il latte. A rischio anche la distribuzione delle specialità tradizionali del Natale. Bloccate le forniture di polli e uova mentre il problema più grave è relativo ai camion che trasportano animali vivi
La Fiat ha bloccato le catene di montaggio a Pomigiano d'Arco «per la mancanza di particolari da assemblare». La messa in «senza lavoro» riguarda la Fiat-Alfa Romeo, ma anche quelle aziende di servizio o legate al terziario che operano all'interno del perimetro dello stabilimento.

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