Data: 13/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il bilancio c'è ma mancano 150 milioni. La giunta approva la bozza per il Consiglio D'Amico: ora tratteremo con il governo. La sanità mangia tutto

PESCARA. È disco giallo su Bilancio e Finanziaria regionale. Ieri la giunta ha varato la bozza dei due documenti, ma il lavoro non è terminato. «Il cantiere è aperto», dice l'assessore regionale Giovanni D'Amico nell'intervista che segue. All'appello mancano 150 milioni.
Soldi che la Regione dovrà trovare con il sostegno indispensabile del Governo nazionale, facendosi forte degli innegabili sacrifici che l'Abruzzo sta sopportando per risanare una sanità regionale che assorbe oltre l'80 per cento delle risorse.
Assessore D'Amico, allora non c'è ancora un punto fermo sul bilancio?
«Diciamo che la giunta oggi ha approvato un bilancio ancora a cantiere aperto. Perché la pubblicazione delle norme sul piano di risanamento della sanità ci costringe ad applicare a questa voce il totale del riparto del fondo sanitario che è di 2 miliardi 103 milioni di stanziamento. E questo genera una grande sofferenza sul resto delle risorse. In pratica abbiamo una carenza di risorse di 150 milioni».
Come pensa di superare questo problema?
«Nei prossimi giorni andremo a un confronto con il consiglio regionale. Incontrerò il presidente della commissione bilancio Angelo Orlando e avviaremo il confronto necessario a sviluppare innanzitutto il rapporto col governo nazionale».
In quali termini?
«Chiederemo che si applichi la norma della Finanziaria sull'accordo di programma. Inoltre stiamo attivando quel gruppo di lavoro, chiesto da Consiglio stesso, per il recupero delle economie e dei fondi perenti degli anni scorsi, che in abbondanza di risorse non sono state considerate».
Non sarà un'operazione automatica. Avrete bisogno di un via libera di Palazzo Chigi.
«Certo, per applicare queste somme al bilancio occorre che ci sia l'autorizzazione del governo. Ma questo dovrà far parte dell'accordo con il governo. Il presidente Del Turco è in contatto con Prodi proprio per discutere di queste questioni. Io stesso ho scritto una lettera a Del Turco in cui sottolineo che Prodi, con un atteggiamento di maggiore flessibilità rispetto alla norma stabilita, ha concesso alla regione Lazio una proroga al 31 dicembre per la verifica del rispetto degli obiettivi previsti dal risanamento del servizio sanitario. Ora penso che questa decisione di Prodi possa offrire all'Abruzzo e alla Regione Lazio insieme, la possibilità di discutere con il governo, a fronte del rispetto degli impegni assunti, un forte piano di sostegno per il rilancio delle politiche di sviluppo delle due regioni».
Infatti oggi, guardando le cifre del bilancio, tolto il fondo sanitario resta ben poco.
«La sofferenza è molto grande per tutti i settori. Ma è chiaro che l'applicazione del piano di risanamento della sanità assorbirà fino al 2009 gran parte delle potenzialità delle risorse, dato che abbiamo un grande volume di spesa sanitaria all'interno di un bilancio contenuto dal punto di vista economico. Ma se leggo le cifre del piano di risanamento, noi dovremmo nel 2009 uscire parzialmente dalle ristrettezze e iniziare dal 2010 un ciclo di espansione delle risorse».
Esclude nuove tasse per gli abruzzesi?
«Lo escludo, sarebbe stata una misura eccessiva perché siamo già al limite massimo. D'altra parte viviamo queste ristrettezze proprio perché abbiamo escluso di procedere a un aumento dell'imposizione fiscale».
Le lamentele più grandi riguardo alla carenza di risorse arrivano naturalmente dalle imprese, che da un lato hanno subito l'aumento delle aliquote Irap, dall'altro vedono ridursi progressivamente le risorse per gli investimenti. Come se ne esce?
«Per il sistema delle imprese bisognerà contare soprattutto sul fondo europeo e su altre provvidenze statali che comunque ci sono».
Ritiene che ci siano i tempi per approvare il bilancio in consiglio ed evitare l'esercizio provvisorio?
Domani (oggi per chi legge ndr) rappresenterò la giunta nella riunione della conferenza dei capigruppo, e lì chiederò una procedura d'urgenza. Molto dipende da come procede la trattativa con il governo. Certo, se il bilancio lo approviamo così, poi bisognerà, in base agli esiti degli accordi con il governo, provvedere con manovre correttive in aumento di entrata. Se invece il bilancio sarà ancora in itinere potremmo correggere in corso d'opera».
All'interno del consiglio, anche nella stessa maggioranza, c'è chi sostiene che sarebbe più conveniente andare all'esercizio provvisorio. Lei cosa ne pensa?
«Ci sono varie tesi. In questo caso il ruolo centrale resta del Consiglio».

La sanità mangia tutto

L'AQUILA. Un bilancio nel quale c'è pochissimo spazio per lo sviluppo, perché monopolizzato dalla spesa sanitaria, resa ancora più salata dalla quota di ripianamento del deficit stabilita dal Governo nazionale. La manovra licenziata ieri pomeriggio dalla Giunta si muove su una previsione di risorse finanziarie pari a 2 miliardi 803 milioni di euro. Il finanziamento del fabbisogno del Servizio sanitario regionale, è stato quantificato per il 2008 in 2 miliardi 103 milioni di euro. Un'ulteriore quota di entrate proprie, pari a 146 milioni di euro, di Irap, Irpef e tassa di circolazione, costituisce una risorsa vincolata alla spesa sanitaria per il ripiano dei disavanzi maturati e per il pagamento dei debiti accumulati dal Servizio sanitario regionale.
Il fronte delle entrate è costituito principalmente dalle partite relative all'imposta regionale sulle attività produttive (707,1 milioni di euro), dall'addizionale regionale Irpef (150,6), dalla tassa di circolazione (135) e dal fondo perequativo (610,3). Le entrate proprie e il fondo perequativo costituiscono le entrate necessarie per il finanziamento del fabbisogno del Servizio sanitario regionale. Sul fronte mutui, il limite di indebitamento consente di utilizzarne di nuovi solo nell'ordine di 25 milioni di euro, vincolati a spese di investimento. La proposta di Finanziaria è costituita da 17 articoli: è previsto l'utilizzo di risorse provenienti dalle procedure di recupero di fondi alle cliniche private per i maggiori importi richiesti negli anni 2005 e 2006 al servizio sanitario regionale. L'importo è stato stimato intorno ai 50 milioni di euro. Sono inoltre iscritte in bilancio le entrate e le spese relative alla attuazione dei nuovi programmi comunitari Por Fers (75,9 milioni) e Adriatico Ipa (63). Sul fronte delle spese, oltre alla sanità, i fronti maggiori sono l'amministrazione generale (283,3 milioni di euro), servizi e infrastrutture per la mobilità e il trasporto merci (165,2) e le gestione del debito (106,5).


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