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TERAMO. La Cgil sceglie il giorno del funerale delle quattro vittime del rogo alla ThyssenKrupp di Torino per fare il suo affondo sulle ispezioni nei luoghi di lavoro in provincia. «I dati Inail parlano, nel 2006, di 42 morti sul lavoro in regione - 12 in provincia - e di 25mila infortuni», esordisce Giampaolo Di Odoardo, segretario della Cgil, «e non si considera il sommerso. L'Abruzzo è al quinto posto nella classifica degli infortuni». E si consideri che la tipologia delle imprese teramane ha in sostanza un indice di pericolosità minore - un'acciaieria è più rischiosa di un'azienda di confezioni - ma gli infortuni avvengono, e tanti. «Eppure per Teramo», incalza il sindacalista, «nella nuova pianta organica proposta dal manager della Asl proprio in queste ore non è previsto il dirigente responsabile del servizio di prevenzione ambientale e sicurezza nei luoghi di lavoro. E' un'assurdità: come si fa a non nominare primario di un settore di questa natura? Vuol dire che secondo il manager è un ambito di serie B e non ha necessità di essere diretto. Tutto questo in un momento in cui tutta l'Italia sta discutendo sugli infortuni». Di Odoardo si lancia nell'affondo. «Questa è un'assurdità anche perchè nella valutazione dei manager uno dei punti è che cosa si fa nella prevenzione. Si sarebbe dovuto sapere a novembre il risultato di questa valutazione, in particolare vorremo sapere qual è il voto del direttore generale (Mario Molinari, ndr) rispetto a questo parametro». Non è certo peraltro che la Asl preveda rinforzi per il personale ispettivo. «Per l'intesa Stato-Regioni si dovevano decuplicare gli interventi ispettivi, nel 2008», afferma Di Odoardo, «ma in assenza di una figura che coordini il settore e se resteranno gli stessi ispettori l'obiettivo non verrà nemmeno sfiorato. E così noi abbiamo la certezza che prima di un anno, 11 mesi e 7 giorni ogni azienda teramana non riceverà una visita ispettiva. Ma nello stesso tempo si verifica un'altra condizione: l'assenza di controlli mette fuori gioco le aziende sane. La sicurezza ha un costo, dal 10 al 18%, se lo sostengono tutti si gioca alla pari, altrimenti chi è in regola che rischia di andare fuori mercato». Di Odoardo sollecita a Molinari di cambiare la pianta organica. «Siamo ancora in tempo, si sta discutendo in questi giorni, la cambi perchè si sta rendendo responsabile morale di una serie di infortuni». E poi chiama in causa anche la Regione. «Questo manager è stato nominato, quindi dovrebbe rispondere alla giunta regionale. E questa dovrebbe chiedergli conto di quanto sta facendo. Altrimenti dobbiamo chiederci perchè ciò non accade: la politica è disinteressata al problema o non ha la possibilità di indirizzare il manager?», conclude. |