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1 cent per azione: l'offerta di Air One scatena il panico ROMA. Venerdì nero per Alitalia, Natale a terra per gli italiani. Le anticipazioni sulle offerte di Air France-Klm e Air One spingono il titolo sulle montagne russe e mettono i sindacati sul piede di guerra: «O il governo ci convoca o daremo una risposta durissima, senza il rispetto di forme, garanzie, sentieri di sorta. E riguarderà tutto il settore». Ovvero vacanze di Natale senza voli. In Borsa Alitalia chiude con una perdita del 12,9%, ma durante la mattinata ci sono state cadute sotto il 29%, sospensione della quotazione, riammissione, nuova sospensione. Tutto per 4 milioni di azioni pronte a essere vendute «al meglio». Consob vigila, chiede lumi ad Alitalia che deve inviare una nota esplicativa. Il presidente del consiglio, Romano Prodi, a Bruxelles al solo sentire la parola Alitalia fugge via: «Oggi non commento». Ma di Alitalia parlerà con Nicolas Sarkozy, sponsor di Air France, giovedì. Le indiscrezioni sulle offerte dei francesi e di Air One sono devastanti. Af propone 35 centesimi per azione, un investimento di 6 miliardi di euro, tagli sotto i 2mila dipendenti con possibilità di spostare piloti e manager nelle altre compagnie (Air France e Klm). Vogliono acquistare 3 aerei all'anno e rinnovare la flotta, 250 milioni saranno spesi subito per l'arredo degli aerei, 450 il prossimo anno. Prevista anche la possibilità che il Tesoro diventi azionista di Af-Klm. Il piano ricalca quello di Maurizio Prato, amministratore delegato di Alitalia che è a favore dei francesi e che darà le dimissioni se dovesse prevalere Air One. La compagnia che fa capo a Toto propone 1 centesimo ad azione, 4 miliardi di investimenti, rinnovo totale degli aerei (4 nuovi all'anno), ritorno all'utile nel 2010, un taglio di circa 3700 dipendenti. La decisione dovrebbe essere presa martedì e quello che sembra delinearsi è uno scontro fra le varie lobby. I sindacati appoggiano Air One («L'unica con cui abbiamo avuto un rapporto», dicono Mauro Rossi, Filt Cgil, e Marco Veneziani, Uil). Con loro anche Merloni, Confindustria, mentre il presidente Montezemolo chiede che si chiuda in fretta. A chi parla di «italianità» risponde Rutelli, vicepresidente del consiglio: «La scelta va fatta in base a un progetto, non a una nazionalità». L'Unione piloti preferisce Air France. Alitalia su richiesta di Consob indica i criteri di scelta: «Sostenibilità nel medio lungo periodo insoeme all'inversione del trend di perdite in corso. Risoluzione delle criticità strategiche». E qui entrano competizione a livello globale, sviluppo di un hub (Air France vuol creare un network Parigi-Amsterdam-Milano), «importanti sinergie», «entità delle risorse finanziarie», «capacità di generare flussi di cassa adeguati». Malpensa è il nodo vero. Dice Formigoni, presidente della Lombardia: «Air France taglierà tutte le rotte intercontinentali da Malpensa salvo tre: New Dehli, Tokio e San Paolo. Air One si impegna a sviluppare Malpensa e Fiumicino». |