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L'assessore interviene dopo gli incidenti e le cadute su ponte D'Annunzio PESCARA. «Si tratta di duecento metri di cordolo regolamentare, previsto dal Codice della strada e fortemente voluto dagli autisti dei mezzi pubblici. Duecento metri a fronte di 340 chilometri di strade cittadine». L'assessore alla viabilità Armando Mancini interviene sul cordolo installato da pochi giorni su ponte D'Annunzio per dividere la corsia preferenziale degli autobus dalla normale carreggiata. Gli autisti di mezzi pubblici, infatti, lamentavano da tempo che il tratto di corsia preferenziale di ponte D'Annunzio veniva regolarmente occupato dalle automobili, soprattutto da quelle che poi devono svoltare a destra per prendere l'Asse attrezzato. E' accaduto però che da quando è stato messo il cordolo la sicurezza stradale sia diminuita a danno di motociclisti, ciclisti e anche pedone. Ieri altre due persone sono cadute sul cordolo: una ragazza è scivolata con lo scooter e ha dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso. I medici le hanno messo cinque punti di sutura sulla caviglia. La pioggia di ieri ha reso ancora più scivoloso il divisorio. «Mi dispiace per le persone vittime di incidenti, ma non me la sento di dare la colpa al cordolo», prosegue l'assessore. «Casomai bisogna evitare di continuare a scavalcare la corsia passando sul cordolo, è una manovra vietata». Motociclisti e ciclisti sono dunque invitati a non scavalcare il cordolo per approfittare magari della corsia preferenziale quando gli autobus non passano. Si tratta di una manovra pericolosa, che in questi ultimi due giorni è già costata qualche brutta ferita. L'assessore alla viabilità invita a essere più prudenti anche i pedoni, che dovrebbero attraversare la strada soltanto in presenza delle strisce pedonali. |