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ORTONA. Un punto d'accoglienza che assista i turisti in caso di maltempo, almeno per ora. L'idea è di Giuseppe Ranalli dell'Associazione porti abruzzesi e titolare di un'agenzia marittima che, insieme ai responsabili della Jadrolinija, ha fatto un sopralluogo nell'area portuale per valutare la possibilità che, in caso di maltempo, il traghetto Ivan Zajc faccia scalo ad Ortona invece che a Pescara. Durante gli ultimi mesi il traghetto ha avuto difficoltà ad ormeggiare nel porto della città dannunziana e, per evitare ulteriori problemi, è stato deciso di deviare la rotta verso gli scali di Ancona e Bari. «Così la Regione perde delle possibilità», sottolinea Ranalli, «per questo è necessario creare ad Ortona una struttura che accolga i turisti». Il sopralluogo da parte dei responsabili della compagnia proprietaria dell'Ivan Zajc (ex-Tiziano) è stato positivo in quanto Ortona ha un porto di grandi dimensioni e dotato di infrastrutture e fondali adatti ad accogliere il traghetto. Il problema sollevato durante il sopralluogo è l'assenza di una struttura che possa espletare le procedure per l'imbarco e lo sbarco dei turisti e, allo stesso tempo, accogliere i visitatori lontano dalle banchine commerciali. Per giovedì prossimo è stata programmata una riunione nella sede della capitaneria cui parteciperanno i rappresentanti degli enti locali, dalla Regione al Comune, e le agenzie coinvolte per iniziare a programmare e valutare la possibilità di fare investimenti anche in questo senso. «La nostra intenzione è quella di promuovere il sistema dei porti abruzzesi attraverso la collaborazione di tutti gli enti per la crescita del territorio», afferma Ranalli, «la nostra proposta è quella di recuperare circa 60mila euro dal progetto Sea-bridge per realizzare un punto di accoglienza in cui ospitare la dogana, la polizia di frontiera e gli altri enti. Si potrebbero sistemare dei box o una tenso-struttura sul molo Mandracchio. Così potremmo assolvere a questo tipo di traffico e pensare ad un possibile sviluppo del porto in questa direzione in maniera alternativa a quella di Pescara. Adesso le strutture non sono complete». Il progetto Sea-bridge prevede la destinazione dei fondi alla ristrutturazione del secondo lotto della stazione marittima che dovrebbe essere destinata alla creazione di un centro studi marino. Il primo lotto, in fase di completamento, ospiterà, invece, la nuova sede della capitaneria di porto. I fondi del progetto europeo devono essere utilizzati entro la fine di dicembre del 2006. Secondo Ranalli, però, non sono sufficienti per sistemare il secondo lotto così, invece di correre il rischio di perderli, si potrebbe destinarli in parte alla realizzazione delle strutture necessarie per l'attracco di un traghetto e l'accoglienza dei passeggeri. «Quello che chiediamo», dice, «è la collaborazione tra gli enti e tra le agenzie in un'ottica di sviluppo per l'intero territorio regionale. Ci sono molti armatori interessati a portare i loro traghetti ad Ortona». |