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FOSSACESIA. La Statale 16 riapre alle auto a oltre un anno dal crollo del ponte sul Sangro. Il viadotto prestato dalle Ferrovie consente alla Provincia di riunire la Costa dei trabocchi, tra Fossacesia e Torino di Sangro, mettendo fine ai disagi dei pendolari e alle proteste dei commercianti. Ma si tratta di una soluzione provvisoria in attesa della ricostruzione del ponte. L'Anas ha assicurato che i soldi ci sono, malgrado lo scetticismo di qualche amministratore. Oggi le prime vetture attraversano il viadotto che per 140 anni ha visto il passaggio di migliaia di treni. Ieri mattina è stato chiuso il cantiere, sono stati installati i semafori e a Torino di Sangro, sotto una pioggia battente, c'è stata la cerimonia inaugurale della struttura, con la parata di sindaci e amministratori provinciali. Il ponte dell'ex ferrovia - costruito nel 1865, lungo 270 metri, fa parte delle aree di risulta dopo l'arretramento dei binari, avvenuto nel dicembre scorso - è stato dato da Rfi (Rete ferroviaria italiana) alla Provincia in comodato gratuito per i prossimi due anni. Tre mesi fa sono iniziati i lavori per la realizzazione di due svincoli, a Fossacesia e Torino di Sangro, e la rimozione dei binari per assicurare i collegamenti con la Statale. La scarsa larghezza del ponte non consente il passaggio dei Tir. I mezzi pesanti saranno deviati sull'A14. Per le auto c'è il senso unico alternato (il semaforo ha una durata di tre minuti). L'età della struttura ha suscitato perplessità. Ma i responsabili di Rfi hanno sottolineato che «negli ultimi venti anni, prima della chiusura della ferrovia, si sono susseguiti gli interventi di manutenzione. Il viadotto avrà lunga vita e non c'è alcun pericolo». Dopo il crollo del ponte sul fiume Sangro (24 ottobre 2004) il traffico era stato deviato su un tortuoso percorso alternativo di nove chilometri e l'interruzione della Statale aveva praticamente isolato Fossacesia e Torino di Sangro, causando danni al turismo e spingendo alla protesta sindaci e commercianti. E non solo quelli della costa. «La struttura ferroviaria farà fronte all'emergenza», sottolinea Tommaso Coletti, presidente della Provincia, «è una soluzione provvisoria e voglio rimarcare questo concetto. Il ponte sulla Statale va ricostruito. L'Anas è in una situazione economica difficile e si aspettano i soldi. Speriamo bene». Un concetto ribadito dall'assessore provinciale Giovanni Di Fonzo. «Mi raccomando all'Anas di non scherzare perché quest'area vive di turismo: il ponte deve essere ricostruito e va recuperato il tempo perso», afferma l'assessore Di Fonzo, «lo dico con un po' di preoccupazione perché purtroppo, in Italia, non c'è niente di più definitivo del provvisorio». |