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MILANO. Il governo prende tempo, i sindacati sono divisi. Oggi si riunisce il consiglio di amministrazione di Alitalia. Dovrà decidere con chi andare a nozze, decidere chi sarà l'alleato (o il compratore) che dovrebbe portare la compagnia fuori dalle sabbie mobili. Dopo tanti rinvii, però, non è detto che oggi sia la giornata della decisione. Tanti gli interessi, tante le divisioni all'intero del centro-sinistra, tanti i numeri in ballo. Intanto, il titolo continua a perdere terreno in Piazza Affari. Ieri sono passate di mano 98 milioni di azioni (pari al 7,1% del capitale) con prezzi in forte calo. I titoli sono stati sospesi più di una volta per eccesso di ribasso e hanno terminato la seduta a 0,71 euro, in ribasso del 5,39% rispetto a venerdì. D'altra parte, ieri mattina, Air France-Klm si è fatta viva da Parigi per spiegare, in modo ufficiale, le proprie intenzioni. Il progetto è di lanciare un'Ops (Offerta pubblica di scambio) sui titoli Alitalia. Ai possessori di titoli Alitalia, in pratica, verrebbero dati titoli Air France. Quanti? I francesi, dicono, vogliono "valorizzare" Alitalia circa 0,35 euro per azione e i conti son presti fatto, se è vero che Air France, ieri ha chiuso a 23,22 euro, in calo del 4%. Alitalia è davvero piccola rispetto alla compagnia franco-olandese. Basti pensare che il ministero dell'economia, oggi in possesso del 49,9% delle azioni Alitalia, accettando l'offerta si troverebbe in tasca solo il 3% della compagnia che nascerebbe dalla fusione Air France-Klm-Alitalia. Con questa piccola quota, però, all'azionista italiano verrebbe riconosciuto un posto nel consiglio di amministrazione (ne parleranno, forse, Prodi e Sarkozy che nei prossimi giorni sarà a Roma). Per restare sul piano finanziario, ecco che Air France acquisterebbe il 100% delle obbligazioni Alitalia ora sul mercato ed è pronta a partire con un aumento di capitale di 750 milioni di euro. Si tratta di denaro fresco che dovrebbe servire all'acquisto di nuovi aerei (andrebbero in pensione i vecchi MD80). I sindacati sono divisi. Cgil, Cisl e Uil si sono sempre detti contrari alla soluzione francese, ma ora la Uil è più possibilista: «Aspettiamo di essere chiamati. Il piano di Air France è interessante, con meno esuberi del previsto». Scendono in campo Anpac, Anpav e Avia per dire al governo di «non esitare a scegliere Air France». I lavoratori della compagnia, intanto, presidiano Palazzo Chigi. Temono un drastico piano di esuberi. Per ora si parla di tagli che dovrebbero riguardare fra i 1000 e i 1700 dipedenti, ma sui numeri non ci sono certezze perchè la compagnia presenta un "rosso" spaventoso e per portarla al pareggio bisognerà, per forza, attuare delle riduzioni. Fonti vicine ai francesi, ieri, hanno spiegato che «il piano di Air France non è quello di distruggere Alitalia, ma di consentire all'azienda di tornare in utile e di crescere, giocando un ruolo da protagonista nell'ambito del gruppo». In più, dicono a Parigi, «Alitalia manterrà e svilupperà il proprio marchio e la sua identità nazionale». Il ministro dei Trasporti, Bianchi, non si sbilancia. «Sono due proposte interessanti, le dobbiamo ancora appronfondire», dice con riferimento all'altra offerta, quella di Air One. Anche il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, è prudente: «Mi auguro che il piano industriale per Alitalia sia all'altezza delle esigenze del Paese». «Il governo formulerà una soluzione appropriata», conclude. |