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PESCARA. Confcommercio ha detto no. Oggi l'associazione di commercianti non parteciperà all'incontro sul piano traffico convocato da Armando Mancini. E Confcommercio, annunciando il gran rifiuto, ha lanciato un'accusa pesante come un macigno indirizzata al Comune: «Lungi da noi l'idea di alimentare la cultura del palcoscenico», questo il primo colpo. L'ultimo strappo tra l'associazione di commercianti e l'assessore al Traffico si è consumato ieri quando il direttivo di Confcommercio ha deciso di uscire allo scoperto e spiegare i motivi della mancata disponibilità a incontrare l'amministratore: «Nell'esprimere il nostro giudizio circa l'incontro sul piano traffico non troviamo difficoltà a considerare tale riunione come una pura esigenza teatrale, che meglio definiamo "cultura del palcoscenico", che non abbiamo intenzione di alimentare con la nostra presenza. La tematica del piano traffico, che ha mietuto e continua a mietere vittime tra gli operatori», ha spiegato Confcommercio, «non può essere considerato alla stregua di un concerto natalizio, dove la contemporanea presenza di una disomogenea serie di organizzazioni rischia di annacquare una problematica estremamente grave, che si aggiunge a tutte le altre iniziative poste in essere dall'amministrazione comunale e che stanno lentamente distruggendo il commercio pescarese». E Confcommercio non si limita a gettare accuse ma cita, uno per uno, i motivi del rifiuto: «Fra i più eclatanti vogliamo ricordare il disconoscimento dei risultati del referendum per l'abrogazione di un piano traffico inviso alla stragrande maggioranza degli operatori e dei cittadini l'estensione delle deroghe alle aperture domenicali e festive; l'inasprimento delle multe; il pagamento del parcheggio nell'area di risulta per l'intero periodo natalizio; la prossima istituzione di un "pedaggio" d'accesso alle zone centrali, l'allargamento delle zone di sosta a pagamento, per finire con il recente aumento dell'Ici e del Cosap». Fatta la somma, all'invito del Comune, la Confcommercio ha risposto con un secco no ma «rendendosi disponibile ad essere convocata solo ed esclusivamente quale unica controparte - o eventualmente assieme all'altra associazione rappresentativa del settore - ma in ogni caso sempre a esclusione di sigle organizzative che nulla hanno a che vedere con il comparto da noi rappresentato». |