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AVEZZANO - Il nuovo orario ferroviario per la linea Avezzano - Roma, in vigore dal 9 dicembre, non ha sortito risultati soddisfacenti per i pendolari, che lamentano ritardi ormai fisiologici, pur avendo allungato le percorrenze e il mancato ritorno a Roma Termini di determinati treni. «Come volevasi dimostrare - scrive Daniele Luciani, pendolare da Tagliacozzo a Roma da molti anni -, la speranza dei pendolari, di avere con il nuovo orario ferroviario un miglioramento al proprio viaggio, è andata in fumo. La speranza c'era, anche perché c'è stata una raccolta firme, c'è stato il coinvolgimento Stefania Pezzopane e Pina Fasciani, ma niente è stato fatto». Anzi, secondo Luciani, «è andato peggio del previsto: treni soppressi e alcuni sostituiti con mezzi su gomma che con la neve avranno difficoltà a circolare e, comunque, non raggiungono tutte le stazioni perché scomode». Ma una cosa non tollerano i pendolari e cioè che «il treno in partenza da Avezzano alle 5,05 arrivava a Roma Termini, mentre con l'orario attuale è stato dirottato a Tiburtina per fare posto al treno 2371 delle 6,50 da Avezzano». Insomma è stato scambiato un treno con un altro, «a danno - dice Luciani -, di quei lavoratori che si alzano presto la mattina: perché?». Con i lavori dell'alta velocità, tutti i treni di questa linea vennero dirottati a Tiburtina, ma con l'impegno che, che al termine degli stessi, la situazione sarebbe tornata come prima. Invece non è stato così. «Non si vuole neanche contestare - prosegue Lucani - l'arrivo a Termini o Tiburtina, ma si contesta il fatto che è stato tolto un qualcosa a un treno per darlo a un altro; i patti non erano questi, bensì che tutti e due dovevano andare a Termini o, semmai, lasciare le cose come stavano: perché cambiare?». |