Data: 19/12/2007
Testata giornalistica: Trambus
Salta la liberalizzazione delle ferrovie. Senato annulla l'emendamento sulle Fs. Un odg di palazzo madama boccia la norma introdotta alla camera

Alla fine salta il tanto contestato emendamento alla Finanziaria che introduceva la liberalizzazione differenziata del sistema ferroviario nazionale. Almeno così sembra leggendo le ultime novità partorite da Palazzo Madama. Poco fa la commissione Trasporti del Senato ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, presentato dal senatore del Pd Benedetto Adragna, che impegna il Governo a considerare priva di immediata cogenza la norma che sembrerebbe disporre la liberalizzazione del servizio ferroviario sulle tratte profittevoli: "Il governo - spiega Adragna - dovrà considerare la norma priva di cogenza nella parte che riguarda la liberalizzazione del servizio ferroviario. Dovrà invece attuare la disposizione solo nella parte in cui si autorizza il ministero dei Trasporti all'indagine conoscitiva sul trasporto ferroviario e a non procedere ad alcuna operazione di liberalizzazione nel settore fino all'approvazione del Parlamento di una disciplina organica della materia e, in particolare, delle disposizioni per l'accrescimento dell'efficienza e della concorrenza nel trasporto ferroviario contenute nel ddl Bersani. Mi auguro che il governo ascolti le organizzazioni sindacali e - conclude Adragna - si impegni in questa direzione, scongiurando così lo sciopero generale'". La richiesta - che si traduce in un ostacolo reale all'attuazione dell'emendamento "incriminato" - nasce dall'introduzione in finanziaria di alcune norme, già previste dal Bersani Ter, sulla liberalizzazione nel settore ferroviario, senza però prevedere le misure di garanzia che il Senato aveva già discusso per evitare che la concorrenza si limitasse solo alle tratte più profittevoli. Tra i 'paletti' che erano previsti, ma che non sono stati introdotti in finanziaria, c'era l'obbligo di reinvestire parte dei proventi anche sulle tratte con minore concorrenza, nonché l'applicazione, anche per le nuove società che si impegneranno nel settore, del contratto collettivo nazionale dei ferrovieri.

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