Data: 19/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Approvata la moratoria sulla pena di morte. Maggioranza schiacciante: hanno votato a favore 104 paesi, 54 i voti contrari

Napolitano: «Il successo di questa azione grazie all'impegno del Governo»

NEW YORK. Le Nazioni Unite hanno approvato la risoluzione che chiede agli Stati membri una moratoria sulla pena di morte. Un voto storico, quello di ieri al Palazzo di Vetro, contro la pena capitale: si sono espressi a favore 104 nazioni, tra cui l'Italia, sponsor di questa iniziativa. 29 i paesi che hanno preferito astenersi, ma che hanno lasciato intendere che la porta rimane aperta per un cambiamento di direzione nel futuro. 54 i paesi che hanno votato contro. A livello pratico la moratoria approvata in sede Onu non ha valore vincolante. Tuttavia questo voto ha un forte peso morale.
«Sono orgoglioso dell'Italia», ha commentato Romano Prodi.
«E' un voto storico», ha detto raggiante Massimo D'Alema, venuto per l'occasione a New York, salutando la nuova "coalizione maggioritaria" che si è venuta a creare al Palazzo di Vetro.
«Questo risultato è solamente una tappa. Il prossimo passo è l'abolizione». Di abolizione però nei mesi scorsi si è parlato poco per evitare che una risoluzione che proponesse l'eliminazione della pena capitale potesse scoraggiare alcuni governi il cui voto era essenziale.
«Il successo di questa fondamentale azione è dovuto all'impegno del Parlamento, del governo, del ministro degli esteri e della rappresentanza italiana presso le Nazioni Unite», ha commentato il capo dello stato Giorgio Napolitano, esprimendo apprezzamento anche per il ruolo svolto "dalla società civile italiana". Commento positivo anche da Silvio Berlusconi che parlando di "segnale storico" e di "successo per l'Italia", ha preso le distanze da George Bush, suo amico e alleato americano, il cui governo ha votato contro la moratoria. La più grossa sorpresa ieri è venuta dalla Russia. Il rappresentante di Vladimir Putin ha votato con la maggioranza dei paesi benchè nelle scorse settimane il si di Mosca non fosse per niente certo. Scontata invece l'adesione di tutti i paesi europei che hanno votato in blocco.
Chi alle Nazioni Unite ha respinto la pena capitale lo ha fatto principalmente sulla base del fatto che questa punizione estrema mina la dignità umana. Inoltre sostengono che non ci siano studi dai quali emerga che giustiziare un criminale serva come deterrente per altri criminali.
Quattro i punti chiave stabiliti nella risoluzione. Prima di tutto la moratoria chiede il rispetto degli standard internazionali che prevedono garanzie per la protezione dei diritti dei condannati a morte. Secondo, chiede che i paesi si impegnino a fornire al segretario generale dell'Onu informazioni relative all'uso della pena capitale. In terzo luogo la moratoria chiede di ricorrere progressivamente sempre meno di frequente alla pena di morte e di rivedere anche, paese per paese, quali sono i reati per i quali è attualmente prevista la pena capitale. Il tentativo e di ridurre progressivamente la lista di reati per i quali è prevista questa misura punitiva. Il quarto e ultimo punto fa riferimento in termini generici a un futuro in cui la pena di morte non sia solamente sospesa, ma del tutto abolita.
La comunità internazionale tuttavia è ancora lontana dall'unanimità su questo punto. I paesi più determinati a tenere la pena di morte nei loro testi giuridici sono gli Stati Uniti e la Cina, oltre a numerosi paesi del blocco islamico. Il governo di Washington in particolare rimane convinto della forza deterrente della pena capitale. Negli Stati Uniti l'opinione pubblica sta lentamente spostandosi verso posizioni più moderate in questa materia, tanto che lunedì il New Jersey è stato il primo stato Usa a proibire il ricorso alla pena di morte, commutando immediatamente 8 sentenze capitali in ergastolo senza possibilità di riduzione della pena.

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