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'Ora c'e' la certezza: la gara per la privatizzazione di Alitalia non era altro che un'enorme e costosissimo scenario di cartone allestito a spese della collettivita' e utile solo a far passare come scelta oggettiva la decisione di far uscire il paese anche dal settore del trasporto aereo. Questo e' il significato del comunicato di Palazzo Chigi secondo il quale il consiglio di amministrazione di Alitalia del 21 dicembre si esprimera' sulle proposte vincolanti ricevute''. A dirlo sono i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti (Fabrizio Solari, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia), commentando gli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia: ''Vale la pena di ricordare che l'italianita' e altre amenita' del genere furono indicate dal governo stesso solo qualche mese fa, mentre le organizzazioni sindacali, fin dal gennaio 2006, avevano documentato, inascoltate, la necessita' di un intervento immediato sulla conduzione aziendale, vista l'enorme distruzione quotidiana di ricchezza da parte di Alitalia''. Prosegue la nota unitaria: 'Il ministro dell'Economia per tutto questo tempo ha assunto decisioni in perfetta solitudine, ha sbagliato tempi e modi, ha negato il confronto con il sindacato nonostante gli impegni assunti, e ora, incredibilmente, il governo delega a un precario consiglio di amministrazione, interamente nominato dal governo stesso, la responsabilita' di assumere una decisione che evidentemente prepara la capitolazione finale. Si tratta di uno spettacolo che il paese non merita'. Conclude il comunicato dei sindacati del trasporto aereo: 'Bisogna correggere immediatamente questa impostazione, evitare altri errori e avviare un confronto nel merito sulle proposte di acquisto presentate con l'obiettivo di arrivare a una soluzione capace di conciliare al meglio il risanamento dell'azienda, la tutela occupazionale e, piu' in generale, l'interesse dell'intera economia nazionale. Una valutazione di questo tipo non puo' essere anticipata e condizionata da una decisione formale del cda di Alitalia. Continuare a sottovalutare, da parte del governo, questa elementare esigenza di trasparenza rischia solo di aprire un contenzioso politico e legale di cui francamente non si sente alcun bisogno''. |