Data: 20/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Si cercano i fondi, slitta il Bilancio. Le associazione delle imprese «Il testo deve essere cambiato»

L'AQUILA. Lavori su Bilancio e Finanziaria 2008 ancora in alto mare per la drammatica difficoltà a trovare gli oltre 100 milioni di euro che mancano per costruire documenti almeno in pareggio. L'approvazione da parte del Consiglio regionale abruzzese, prevista nella seduta di domani, potrebbe slittare a dopo Natale per dare alla commissione regionale Bilancio che comincerà l'esame dei documenti oggi pomeriggio, maggiore tempo. Al rinvio sta pensando il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, e molti esponenti della maggioranza di centrosinistra anche per avere altro tempo per la ricognizione sulle economie vincolate, cioè fondi statali assegnati alla Regione per progetti specifici non ancora spesi.
Ed anche per attendere la convocazione del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, da parte del governo nazionale per discutere del sostegno straordinario. L'eventualità del rinvio è circolata con insistenza nella giornata di ieri caratterizzata dal solito clima di tensione tra maggioranza e minoranza acuita dalle critiche di sindacati ed associazioni di categoria piovute nei confronti dell'Unione.
Ma dall'esordio della commissione Bilancio che ieri ha ricevuto la "visita" dell'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico, si è fatta largo una speranza: il presidente della Commissione Bilancio, Angelo Orlando, ha annunciato una ulteriore fase di ricognizione sulle economie vincolate «che nel Bilancio figurano per 431 milioni euro». «Solo verificando quattro capitoli, due sanità e due trasporti, sono venuti fuori 55 milioni di euro», ha detto Orlando, «quindi ci sono possibilità». Sulla tempistica, l'esponente di Rifondazione comunista è chiaro: «A me interessa che si vada in profondità con una operazione verità. C'è tempo fino al 31 dicembre per ragionare. Il Governo? Dobbiamo interloquire ma il Governo non può pretendere di assumere un atteggiamento da cerbero nei confronti dell'unica regione finora virtuosa nel piano di rientro sanitario».
D'Amico ha sottolineato di aver illustrato il difficile quadro ai componenti della Commissione Bilancio. «Mancano ancora 100 milioni oltre ai 70 delle economie vincolate e ai 50 nella sanità già recuperati, mi pare che la maggioranza abbia ritenuto di dover approvare i documenti per poi procedere ad una variazione una volta in cui il governo nazionale ha sciolto i nodi».
Intanto, i presidenti di Agci, Ance, Casartigiani, Cia, Claai, Cina, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confapi, Confocommercio, Confindustria, Coldiretti, Legacoop ed Unci in una nota hanno riaffermato la necessità di riaprire un confronto serrato con la Regione. «La situazione», scrivono, «in cui versa l'Abruzzo, evidenziata dalla drammaticità del bilancio regionale in esame in questi giorni, è infatti frutto anche della mancanza di reali, costruttivi e costanti momenti di confronto con le parti sociali, da tempo denunciata da tutte le stesse espressioni del mondo civile».

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