|
AVEZZANO. Era stato rimosso dall'incarico di responsabile dell'Arpa di Avezzano senza le dovute motivazioni, così Antonio Cerasoli, 57 anni, ha deciso di rivolgersi al Tribunale per denunciare «l'ingiustizia» commessa dai vertici dell'Ente nei suoi confronti. Ieri, il giudice del lavoro gli ha dato ragione e, accogliendo la richiesta del suo difensore, Paolo Di Cesare, ha disposto il reintegro del dipendente nel ruolo originario per il quale era stato assunto. Non solo, l'azienda dovrà pagare anche il risarcimento di danni esistenziali subiti dal dirigente marsicano dell'Arpa. Danni che devono essere ancora economicamente quantificati. La vicenda giudiziaria risale al 2005 quando la società di trasporto regionale comunicò a Cerasoli la decisione del cambiamento del suo ruolo nell'ambito aziendale: da responsabile dell'Arpa a coordinatore della qualità. Cambiamento che a Cerasoli non è andato giù perché considerato come una sorta di declassamento imposto per motivi che nulla avevano a che fare con il rendimento e l'impegno lavorativo spesi per tanti anni in azienda. Quindi la decisione di rivolgersi al Tribunale e, dopo un anno, la svolta. Secondo quanto stabilito dal giudice Cerasoli tornerà al suo posto dal primo gennaio 2008. Un ruolo di grande responsabilità: la sede Arpa di Avezzano, infatti, possiede un organico di circa 200 dipendenti. |