|
C'è solo un modo di non avere problemi: non occuparsi di nulla. Anzi è un'abitudine patologica. Stimo Carlo Toto, mi vanto di essere suo amico, perché è un uomo che ha saputo costituire un'impresa nazionale in un campo monopolizzato. Come lui ci sono tanti altri imprenditori in Abruzzo che hanno fatto innovazione e hanno conquistato quote di mercato, grazie alla qualità dei loro prodotti. Impenditori che ho sempre frequentato, perché mi interessa come in un territorio si produce ricchezza, la cui ridistribuzione determina nuova occupazione e migliori condizioni di vita. Da amministratore pubblico anche io ho il dovere di fare bene e presto per risolvere i problemi della comunità. Tra questi la questione dell'area di risulta è una priorità. Con un concorso europeo abbiamo ottenuto un progetto di qualità e abbiamo promosso la gara per l'intervento, avendo chiara una cosa: un'opera pubblica si finanzia in tre modi, o mettendo i soldi sul banco, o consentendo a chi realizza le opere di costruire edifici per la sua redditività, o affidando servizi al realizzatore. Scartata la prima ipotesi, abbiamo dovuto rinunciare anche alla seconda, poiché il Prg, ripetute delibere consiliari della passata e dell'attuale amministrazione e lo stesso contratto escludono la realizzazione di edifici commerciali. Per rendere fattibile sul piano finanziario l'intervento, quindi, abbiamo dovuto prevedere servizi da affidare al concessionario. Abbiamo presentato un primo bando andato deserto, e poi un secondo che si è concluso con un vincitore, Toto, certamente non motivato dall'amicizia. Su quest'ultimo punto, la sentenza del Tar chiarisce una questione fondamentale, confutando le contestazioni dell'opposizione: non vi è alcuna difformità tra contenuti del bando e contenuti della lettera di invito, ovvero non vi è stata alcuna lesione della libera concorrenza. La sentenza del Tar ci impone solo di sottoporre al consiglio comunale l'affidamento della gestione della Ztl, che noi ritenevamo già assentita con l'istituzione della stessa Ztl da parte del consiglio, visto anche che da tempo la gestione dei parcheggi a Pescara è esternalizzata. Questo rilievo non incide sulla correttezza della gara, e sono fiducioso che quanto prima si potrà procedere con l'avvio di un intervento che risolve un problema ventennale. Per evitare ci celebrare altri decenni di incompiute, mercoledì sono stato a Roma ad incontrare il presidente di Ferrovie, Innocenzo Cipolletta, per ottenere la proprietà dei 55.000 mq delle aree dell' ex scalo di Portanuova, che potremo acquisire non in 10 anni, ma al massimo in 12 mesi. Il punto è operare a vantaggio della comunità, affrontando nel merito i problemi. Io la penso così, non da oggi. Nel 1997 mi battei in consiglio provinciale perché progettassimo il prolungamento della circonvallazione fino al casello di Città Sant'Angelo. Anche quella volta fui denunciato, perché per alcuni non sarebbe stata competenza della Provincia occuparsi della progettazione. Ma proprio grazie a quel progetto arrivarono i fondi dal presidente D'Agiolino dell'Anas, l'opera è partita e nei prossimi mesi sarà completata e messa in funzione. Perché alla fine restano solo i fatti che si realizzano, non le carte che si vergano, anche se bollate, anche se con tutte le intestazioni e le virgole in ordine. * Sindaco di Pescara |