Data: 23/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Bilancio, i consiglieri si dividono sui precari. Venerdì 28 seduta all'emiciclo per l'approvazione del documento contabile

Si cerca l'accordo per il rinnovo dei contratti prima della nuova Finanziaria nazionale. Resta allo studio l'utilizzo di 70 milioni di economie. Poi dovrà essere Prodi a ripianare i buchi con altre risorse

PESCARA. Il Natale porterà consiglio? Di sicuro non saranno feste spiensierate quelle dei consiglieri regionali impegnati a trovare entro il 31 dicembre la soluzione a un bilancio di previsione e a una finanziaria fortemente deficitari. Venerdì 28 l'assemblea tornerà a riunirsi alle ore 10 all'Aquila e per quella data dovrebbe essere pronto il documento che venerdì scorso non si è riusciti a mettere insieme, anche se il complesso della manovra sembra chiara. «Stanno discutendo se spostare qui o là 500 mila euro», commentava Ottaviano Del Turco in una delle pause della lunga e inutile seduta di venerdì. E la battuta la dice lunga sull'entità della manovra. Che, comunque vada, non sarà sufficiente al fabbisogno della macchina regionale, che dovrà per forza chiedere l'aiuto di Roma.
Per questo, proprio perché non c'è nessun tesoretto da destinare ma tanti buchi da riempire, non sarà difficile trovare l'accordo. E infatti lo scoglio più grosso sembra essere altro e ben diverso: il rinnovo dei contratti del personale precario di Giunta e Consiglio, dove pesano le richieste dei singoli consiglieri (vedi box di lato). Se i consiglieri riusciranno a completare tutte le caselle dei precari cui rinnovare il contratto a termine prima che la Finanziaria nazionale 2008 cambi le regole del gioco, resterà da sistemare il meccanismo contabile attraverso il quale far quadrare il bilancio. Ossia l'utilizzo e la distribuzione di 70 milioni circa di economie, cioè dei soldi recuperati (governo permettendo) dai fondi statali non spesi nel corso degli anni passati (il totale sembra sfiorare il miliardo di euro, ma è solo un' ipotesi). Una gran parte di questi fondi andrebbero a quegli assessorati che possono utilizzarli come cofinanziamento di fondi trasferiti dallo stato (per esempio i fondi per l'agricoltura o per la cultura); una quota più piccola sarebbe destinata alle spese correnti in quei capitoli di bilancio che oggi hanno zero euro di finanziamento.
Questa manovra avrebbe lo scopo di far tirare il fiato alla Regione per due o tre mesi. Prima dell'arrivo tra marzo e aprile di soldi freschi attraverso i progetti per l'innovazione finanziabili con la legge 488, attraverso i fondi europei, ma soprattutto con le risorse aggiuntive che il governo Prodi vorrà trasferire all'Abruzzo a parziale compenso dei sacrifici fatti per il risanamento della sanità regionale, sacrifici concreti viste le aliquote Irpef e Irap che gravano e graveranno nei prossimi anni sugli abruzzesi.

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