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L'AQUILA- Per far quadrare i conti servono dai 130 ai 150 milioni di euro. E' la cifra necessaria per presentare in Consiglio regionale, il 28 prossimo,un bilancio credibile come reclama l'opposizione, e che copra dal punto di vista finanziario settori importanti come la cultura, il lavoro, le politiche sociali, gli interventi a favore degli enti locali, l'agricoltura. Insomma non c'è soltanto la sanità. Proprio da questa considerazione nasce l'esigenza di riallineare in qualche modo i conti. Ciò che la maggioranza, con gli "stop and go" del Consiglio regionale di venerdì scorso, non è riuscita a realizzare, ma che deve assolutamente fare in queste ore se davvero vuole evitare l'esercizio provvisorio con tutto ciò che ne consegue. L'obiettivo è un maxiemendamento da allegare all'intera manovra finanziaria, al quale sta lavorando il presidente della commissione Bilancio Angelo Orlando, a cui la maggioranza ha affidato il compito di riscrivere buona parte della manovra con le risorse necessarie per coprire il "buco" di 150 milioni. Secondo quanto s'è appreso i fondi necessari verrebbero reperiti facendo ulteriori economie perché è impensabile aumentare ancora la pressione fiscale sui cittadini già abbondantemente tartassati. Quasi certamente si andrà a pescare nei settori Trasporti o Attività produttive. Ma l'intera operazione dovrà comunque avere l'imprimatur del Governo. Ma di là dagli interventi per il breve periodo l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico ritiene ormai necessaria una soluzione strategica: «Ho apprezzato molto l'atteggiamento dei sindacati a sostegno dell'azione della Regione. La loro è una scelta importante. E mi sembra interessante, per non dire fondamentale, la presa di posizione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a proposito dei problemi di bilancio». E sì, perché Marrazzo ha scritto a Prodi di non essere più disposto a «deteriorare» le politiche economiche della propria Regione per sostenere esclusivamente la sanità, e chiedendogli un finanziamento aggiuntivo. «Ecco -osserva D'Amico- abbiamo anche noi bisogno, come Marrazzo, di un sostegno straordinario per tutto ciò che non sia sanità. Altrimenti continueremo ad avere le mani legate in settori economici importanti per la vita dei cittadini». Per il coordinatore regionale di An, Fabrizio Di Stefano, la seduta del Consiglio regionale di venerdì «è stata inutile. Siamo di fronte a un bilancio burla, vuoto e privo di dignità programmatoria, che è riuscito a scontentare tutti: Camere di commercio, Confindustria, Confapi, Anci, associazioni culturali. Questo bilancio poggia su fondamenta inesistenti, tanto che bisognerà attendere l'eventuale nulla osta del Governo per poter utilizzare fondi destinati ad economie vincolate per altre esigenze. Il tutto per evitare l'esercizio provvisorio, che pure non sarebbe stato un dramma. Per appagare la vanagloria di Del Turco si è determinati ad approvare un bilancio entro il 31 dicembre, qualunque esso sia. Così è stato l'anno scorso e ci sono volute ben quattro variazioni per rendere operativo quel finto bilancio. Quest'anno già da febbraio saranno costretti a fare variazioni». |