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MONTESILVANO. L'ombra dello scandalo si allunga sull'amministrazione di Montesilvano. I concorsi banditi il 15 novembre scorso dal Comune per l'assunzione di 16 persone sono sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Alle prime ore di ieri nove persone sono state perquisite e risultano indagate nell'ambito di una inchiesta coordinata dal pm Giampiero Di Florio: tra queste l'assessore all'Urbanistica Corrado Carbani e il capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani. All'alba gli investigatori della squadra Mobile guidati da Nicola Zupo hanno bussato alla porta dei due amministratori e di sette tra i vincitori alla ricerca di documentazione utile a capire se i quattro concorsi, così come si ipotizza in un esposto indirizzato alla Procura, siano stati pilotati con l'obiettivo di favorire alcuni candidati vicini a partiti della maggioranza fornendo loro in anticipo le risposte corrette ai test. Per tutti gli indagati l'ipotesi di reato sarebbe abuso e rivelazione di segreto d'ufficio. Luigi Marchegiani, ex assessore dell'amministrazione Cantagallo, raggiunto telefonicamente nella sua abitazione, ha scelto il silenzio: «No comment, non posso confermare nulla. Girano un sacco di voci» ha detto. «Non so niente» ha affermato tranquillo Corrado Carbani. Fino alla tarda serata di ieri, nessuna comunicazione, ufficiale o informale, sarebbe arrivata al sindaco Pasquale Cordoma: «Mi sono solo giunte solo voci di piazza: né la procura né altri mi hanno informato di nulla, tantomeno mi risulta che il Comune sia stato perquisito. La diceria è in giro da giorni, c'è molto veleno nell'aria e in ogni concorso c'è qualche escluso che grida vendetta, che pensa che una ingiustizia sia stata perpetrata» ha affermato. Ma il primo cittadino, eletto in una città che dopo l'Operazione ciclone e la fine traumatica dell'era Cantagallo, aveva deciso di cambiare pagina, si è detto tranquillo: «È legittimo che qualcuno che ha dubbi in proposito chieda che siano fatte verifiche ed è giusto che la procura indaghi per verificare la legittimità del concorso: spero solo che si faccia in fretta». Cordoma, però, è convinto che le procedure siano state regolari: «Per quello che mi riguarda, il concorso è stato assolutamente trasparente, siamo stati attenti a tutto». L'indagine della magistratura, tuttavia, mette un'ipoteca sull'esito del concorso, di cui due giorni fa sono state pubblicate le graduatorie definitive, con 25 persone idonee: «Il concorso per me è chiuso» sottolinea il sindaco, «ma se ci saranno novità ne prenderò atto. Certo non posso annullarlo oggi, prima di prendere decisioni aspetto di sapere qualcosa. Ma se emergessero fatti poco chiari sono pronto ad annullarlo subito». Quattro i concorsi all'esame degli inquirenti che prevedevano due posti per istruttori amministrativi (676 le domande); tre posti per istruttori direttivi amministrativi (377 domande); otto posti per istruttori tecnici (184 domande); tre posti per istruttori direttivi tecnici (160 domande). Per tutte le figure è prevista l'assunzione a tempo determinato per 18 mesi con un impegno part-time (24 ore settimanali): 1397 in totale i candidati arrivati da tutto l'Abruzzo e da fuori regione per i 16 posti in palio. Con le prove scritte, che si sono svolte martedì 11 settembre al Grand Hotel Adriatico, i concorrenti si sono dimezzati. Dal 17 al 19, invece, si sono tenute nella sala consiliare del Comune le prove orali, a cui sono stati 38 gli ammessi. La magistratura dovrà adesso accertare se tutti i passaggi concorsuali sono validi.
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