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CASTEL DI SANGRO. A che gioco gioca la Regione? Se lo sono chiesti i sindaci altosangrini riuniti l'altra sera dal presidente della comunità montana Pasqualino Del Cimmuto. Tema dell'incontro, il progetto Docup: 22 milioni di euro che potrebbero addirittura diventare 36, da spendere nel coprensorio dell'Alto Sangro. Ma come? A meno di un mese dalla scadenza per la presentazione del progetto preliminare prevista per il 20 gennaio, l'assessore Tommaso Ginoble ha detto che no, il progetto messo a punto, che prevedeva tutta una serie di collegamenti (bus navetta, piste ciclabili, parcheggi) da Pescasseroli a Roccapia, non va bene. Bisogna tornare alle origini, agli impianti a fune. Questo repentino cambio di idea, che azzera la situazione, ha mandato su tutte le furie i sindaci. «Ma come - è stato il commento - abbiamo messo a punto un progetto a prescindere dalla fune come ci è stato chiesto esplicitamente dalla Regione l'estate scorsa e adesso, non va più bene?». Eccolo qua allora, il sospetto che la Regione non voglia che quei soldi vista la possibilità dell'aumento, arrivino all'Alto Sangro. Ammesso che ci siano davvero. In un mese scarso infatti, 13 sindaci dovranno mettere di nuovo su carta un progetto che rispetti la tipologia dell'impianto a fune perchè ferro e gomma, che pure sono previsti dal Docup, non vanno bene. E' chiaro a tutti che le aree che hanno questa posssibilità sono solo due: Pescasseroli e l'Altopiano delle 5 Miglia. Tutti gli altri, rimarrebbero tagliati fuori. A questo, si aggiunge il problema dell'imprenditore privato escluso nell'accordo dell'estate scorsa. Ora, ritorna in campo e bisogna trovare quello che vuole coofinanziare il "Docup fune". Per il 27 dicembre è stata convocata la comunità montana. Il Docup, all'ordine del giorno non c'è. Ma se ne parlerà di certo. |