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ROMA. La partita Alitalia ancora non è chiusa. Anche «se c'è già chi è certo che la vicenda andrà a finire in un certo modo», puntualizza il portavoce del Governo, Silvio Sircana, l'esecutivo analizzerà prima il dossier e dopo prenderà una decisione: «E' la fretta di trarre conclusioni che ci fa seminare illusioni che alimentano attese». Si allunga intanto la lista delle critiche alla scelta del cda dell'Alitalia, caduta su Air France: ieri è arrivata la bocciatura del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che va ad aggiungersi ai no di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è invece tornato alla carica: «Vediamo i piani, temo che sia una svendita». Mentre Air France fa sapere informalmente che non ci sarà alcun depotenziamento dello scalo milanese: «Conosciamo bene l'importanza del sistema aeroportuale milanese e il suo ruolo per il sistema economico settentrionale. Proprio per questo - affermano fonti vicine al gruppo Air France - il nostro piano prevede di incrementarne la qualità dell'offerta soprattutto per la clientela business, con voli in partenza al mattino presto e rientro in orari serali, cosa che oggi non avviene, o avviene troppo poco a Malpensa. Insomma bisogna sfatare un mito: non è necessario essere un hub per essere un grande aeroporto». Critiche anche dai sindacati. «La Cgil non condivide la scelta del cda di Alitalia per ragioni di merito e metodo», afferma Epifani, spiegando che «l'obiezione relativa al merito è che si scelto un piano nel quale non si conosce il contenute sul quale gravano molte incognite. Per quel riguarda il merito c'è da chiedersi perchè, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della Compagnia». Il piano di Air France - secondo il segretario Cgil - «non affronta in modo corretto il problema del futuro di Az Servizi, di Malpensa e non spiega nulla su come intenda garantire i collegamenti interni: questi sono i problemi che si chiede ad un operatore nazionale di affrontare. Non si tratta semplicemente di una questione di nazionalità della compagnia ma di avere risposte su tali quesiti». Tutto questo - aggiunge - rende «adesso più delicata la scelta del governo. E' giusto che la decisione spetti alla politica ma Prodi deve sapere che Cgil Cisl e Uil non sono d'accordo sulla strada scelta. |