Data: 24/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
I sindacati vogliono fatti «Non bastano gli annunci» Perplessità sul piano del presidente del consiglio

ROMA. Il piano del premier viene accolto in modo cauto dai sindacati, che non si accontentano della politica degli annunci e chiedono l'apertura di un tavolo di confronto.
«Dopo tanti proclami sulla necessità di aumentare le retribuzioni del lavoro dipendente, arriva l'annuncio che il Governo sta articolando una proposta», commenta il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci.
«Ci auguriamo che non si tratti solo di un annuncio e speriamo che il Governo rammenti che sul rafforzamento di salari e stipendi, Cgil, Cisl e Uil, hanno approvato una piattaforma densa di proposte specifiche, l'hanno inviata all'esecutivo e sono in attesa di una convocazione formale di un tavolo di confronto». Dello stesso tono il commento del segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta: «Ben venga il piano del governo ma è necessario che al più presto queste dichiarazioni si traducano in un piano operativo attraverso la convocazione di un tavolo».
Per Baretta, la strada migliore da seguire è quella di un confronto «di merito che riduce i rischi di un approccio solo politico». Valutazioni positive sul piano del Governo anche dalla Uil.
Il segretario confederale Domenico Proietti «apprezza la volontà annunciata, però riteniamo che si debba entrare nel merito. E' fondamentale intervenire prima sul lavoro dipendente attraverso un aumento delle detrazioni e una detassazione degli aumenti contrattuali. Questo è l'intervento che ci aspettiamo in via prioritaria. Poi possiamo cominciare a parlare più in generale di riforma Irpef».
Per Cgil, Cisl e Uil il ridare potere d'acquisto ai salari, come previsto dal piano Prodi, è un tema connesso alla riforma dei contratti che, per il ministro del Lavoro Cesare Damiano, è la strada maestra per centrare questo obiettivo. Per il ministro sarebbe opportuno passare a una cadenza triennale sia per la parte normativa sia per quella economica. Sarebbe inoltre importante «prevedere un'inflazione programmata vicina a quella reale» e «potenziare la contrattazione decentrata». Sul piano fiscale, gli interventi che, secondo Damiano, il Governo può fare sono «sulle aliquote, oppure sulla specifica detrazione da lavoro o anche la restituzione del drenaggio fiscale».

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