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Il pm ipotizza anche la truffa Tra i vincitori del posto in Comune c'è un candidato di An, tra i bocciati all'orale altri due della segreteria
MONTESILVANO. Due e-mail scoperte nel computer di un concorrente potrebbero essere la chiave di volta dell'inchiesta sui concorsi pilotati a Montesilvano. I due messaggi sarebbero stati rintracciati dagli investigatori della squadra Mobile nella casella di posta elettronica di una delle persone perquisite sabato mattina: conterrebbero le risposte alle domande dei test utilizzati come prova scritta per la selezione dei sedici dipendenti a tempo determinato che il Comune si prepara ad assumere entro fine anno. Le due e-mail potrebbero provare che c'è stato uno scambio di informazioni tra chi aveva accesso ai risultati dei quiz e alcuni candidati vicini a partiti o esponenti di partito della maggioranza di centrodestra, che sarebbero stati favoriti ricevendo in anticipo i risultati. Per scovare le prove delle presunte illegalità, la polizia ha ricevuto il mandato a perquisire le abitazioni, i luoghi di lavoro e ogni altro locale a disposizione degli indagati, tutti i luoghi chiusi adiacenti, le automobili: «Poiché» scrive il sostituto procuratore Giampiero Di Florio nel decreto di perquisizione, «vi è il fondato motivo di ritenere che possano rinvenirsi cose o documenti, con particolare riferimento alla soluzione delle prove di concorso (anche se contenuti su supporto informatico), atti a comprovare l'effettiva sussistenza dei reati per i quali si procede, l'epoca della loro commissione, i pubblici ufficiali coinvolti e il concorso nella vicenda di altre persone». Sono sedici le persone indagate nell'ambito dell'indagine condotta dal capo della Mobile Nicola Zupo che, alle prime ore di sabato, con i suoi uomini, ha eseguito nove perquisizioni nelle abitazioni di due amministratori e sette concorrenti. Due giorni dopo i risultati finali: «Ragioni d'urgenza dovute al pericolo che le prove possano essere disperse» dice il pm. Tre i politici coinvolti: sotto inchiesta l'assessore all'Urbanistica Corrado Carbani, il capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani e il coordinatore provinciale di Alleanza nazionale Lorenzo Sospiri, che è iscritto nel registro degli indagati, ma non ha ancora ricevuto l'avviso di garanzia. Le altre tredici persone sono candidati al concorso bandito il 15 novembre, che si è concluso il 20 dicembre con la pubblicazione sul sito Internet del Comune dei nomi dei vincitori. Pesanti le ipotesi di reato: abuso d'ufficio, truffa aggravata e rivelazione di segreto d'ufficio. A Zupo, durante la perquisizione, uno degli indagati avrebbe detto: «Perché siete venuti a casa mia? Andate in Comune dove c'è ancora molto da scoprire». Tra i vincitori di concorso c'è di certo un ex candidato nelle liste di Alleanza nazionale, Domenico Natale, mentre tra i candidati che hanno superato con il massimo dei voti la prova scritta del concorso ci sono due persone lavorano nella segreteria provinciale di An. Il loro risultato si è ribaltato all'esame orale: entrambi non hanno superato la seconda e ultima prova. Severissima, sembra: perché qualcuno, nelle commissioni, si sarebbe accorto che qualcosa non andava e avrebbe alzato il livello delle domande, proprio per impedire il passaggio illecito degli amici degli amici. Questi i componenti delle commissioni d'esame. Area amministrativa: presidente il segretario comunale Nunzia Buccilli, Fabrizio Berardini e Franca Marsili. Per l'area tecnica, presidente Bellafronte Taraborrelli, dirigente dei Lavori pubblici, affiancato da Gabriele Rosati e Plinio Massei. A Palazzo di città è caccia a chi ha denunciato. L'informatore sarebbe da ricercare proprio dentro il palazzo: forse un politico convinto di avere ricevuto finora troppo poco o infuriato per non avere ricevuto i risultati distribuiti ad altri; forse un dipendente a conoscenza di molti segreti con qualche buon motivo per danneggiare l'amministrazione. È innegabile che le scelte relative al personale finora abbiano suscitato perplessità: prima i trasferimenti interni con il ricorso della Uil, poi il concorso contestato, ancora prima dell'azione della magistratura, dai sindacati, infine la decisione dell'azienda speciale Deborah Ferrigno di avvalersi per la selezione di una società esterna. Il sindaco è tranquillo. Pasquale Cordoma, che ieri mattina ha convocato in tutta fretta una conferenza stampa, ribadisce la correttezza delle procedure: «Il concorso è stato regolare: nessuno dei vincitori è legato da rapporti di parentela a componenti della maggioranza, addirittura quattro di loro lavoravano già come precari dentro il Comune: Antonio Petitti, Giuseppina Pellicciotta, Gianni Scannella e Sara Conti. Se c'è stato un esposto nasce dal fatto che Montesilvano è la città degli odi e dei veleni. Ma se avrò il sentore che il concorso è illegittimo, sono pronto ad annullarlo». Del candidato di An risultato primo nel suo concorso dice: «Ha già lavorato in Comune, era già presente nella vecchia graduatoria e ha vinto altri due concorsi». Né per il momento l'inchiesta non avrà conseguenze neppure sul piano politico: Carbani e Marchegiani restano al loro posto. Minimizza, il sindaco: «Se è, è stato un incidente di percorso: qualcuno che ha dato un aiuto a qualcun altro. Ma sono contento che alcuni legati alla maggioranza non abbiano superato la prova orale: è questa la prova della trasparenza». L'opposizione insorge. Il Partito democratico oggi depositerà la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda: «Vogliamo spiegazioni precise» dice il capogruppo Adriano Chiulli, che chiede l'annullamento del concorso, con l'immediata stabilizzazione dei lavoratori precari («cosa che doveva fare ancora prima di indire il concorso») e la sospensione cautelativa degli amministratori coinvolti «come prevede la legge». «Questa amministrazione» afferma Chiulli, «promette a parole di cambiare pagina, ma poi nei pochi atti finora compiuti sembra che manchino sia trasparenza che legalità». Leo Brocchi, capogruppo di Proposta popolare europea, non commenta la vicenda giudiziaria. Ma i concorsi, secondo l'ex city manager, da un punto di vista amministrativo sono «un concentrato di illegittimità»: «Per la pubblicità che è stata fatta solo su Internet, per i tempi di pubblicazione, perché un concorso non può essere gestito da una società esterna, per la composizione delle commissioni. Ma non solo. Insomma, è stata proprio una "fetecchia"». |