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La "Parentopoli" di Montesilvano scuote la maggioranza di centrodestra della città che, se pur da soli sette mesi alla guida dell'esecutivo, sembra aver battuto ogni record, finendo sotto inchiesta per il primo vero atto compiuto: l'assunzione di 16 persone con quattro concorsi. Degli attuali indagati (che al momento sarebbero una quindicina), tolti i concorrenti vincitori che secondo l'ipotesi accusatoria potrebbero essere legati a questo o quel partito della maggioranza se non addirittura parenti; tolti l'assessore Corrado Carbani e il capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani, due interni per così dire, lascia perplessi la posizione del presidente provinciale di An, stesso partito del sindaco Pasquale Cordoma, Lorenzo Sospiri, che risulterebbe iscritto nel registro degli indagati per concorso negli stessi reati contestati agli altri: e cioè abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio. Reati che presuppongono il coinvolgimento di qualcuno all'interno del Comune (e dunque non certo la società che ha curato la stesura dei quiz) che abbia consegnato all'esponente politico la griglia con le risposte esatte dei quiz, sembra addirittura nella tarda serata prima delle prove concorsuali. Sospiri in una nota sottolinea di non aver ricevuto nessuna comunicazione dagli organi inquirenti (e infatti secondo quanto risulta a Il Messaggero sarebbe stato soltanto iscritto nel registro degli indagati) così come nessun dirigente o eletto di An e spera che la magistratura indaghi a fondo «perchè il nuovo governo cittadino non può e non deve calare di attenzione nei confronti dell'opinione pubblica proprio sulla trasparenza». Il problema comunque resta ed è un problema politico e giudiziario. Quello giudiziario potrebbe trovare delle risposte già nella prossima settimana quando il Pm Di Florio inizierà un lungo giro di interrogatori, primo fra tutti quello di chi, su questa vicenda, sa molto ed avrebbe anche, in un certo senso, bloccato lo scandalo dopo l'oceanica prova scritta dove tutti gli sponsorizzati raggiunsero il massimo dei voti, operando una drastica selezione alla prova orale, scatendando però la guerra interna alla maggioranza. Le perquisizioni della polizia di due giorni fa avevano lo scopo di rintracciare la griglia con i quiz esatti, ma gli investigatori sembrano aver in mano già qualcosa di buono, oltre ad una montagna di intercettazioni telefoniche e soprattutto ambientali che ricordano tanto l'operazione "Ciclone" che ha spazzato via la giunta Cantagallo. E anche il numero degli indagati è destinato a salire: dopo l'acquisizione in Comune (peraltro negata dallo stesso sindaco) di tutte le delibere e i documenti relativi ai concorsi, non è escluso il coinvolgimento di chi ha seguito quelle prove e dunque delle commissioni esaminatrici. |