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ROMA Il 28 dicembre è dietro l'angolo. E sarà quello il giorno in cui il dossier Alitalia, dopo che il Tesoro ha riscontrato la scelta del cda Alitalia a favore di Air France-Klm, sarà oggetto del primo confronto da parte del governo di Romano Prodi, passo verso i verdetti di metà gennaio. L'esecutivo procede. E anche se il portavoce Silvio Sircana prova a gettare acqua sul fuoco avvertendo che «il governo dovrà analizzare i documenti e assumere una decisione, anche se c'è già chi è certo che la vicenda andrà a finire in un certo modo», è chiaro che il fronte del Nord non pare disposto a concedere la tregua che Sircana invoca, e che i contrari alla soluzione Air France sembrano invece ritenere uno schermo usato per velare la percezione di un fatto compiuto. E all'elenco di chi non condivide la scelta s'è aggiunta ieri la Cgil, che ha dato voce nel modo più autorevole (è stato Guglielmo Epifani a parlare) alla "sofferenza" dei sindacati per la soluzione francese. «La Cgil non condivide la scelta del cda di Alitalia per ragioni di merito e di metodo - ha detto Epifani. - L'obiezione sul metodo è che s'è scelto un piano di cui non si conosce il contenuto e gravato da molte incognite. Quanto al merito c'è da chiedersi perché, se questa doveva essere la scelta, si son persi due anni buttando via soldi e impoverendo la compagnia». Per Epifani «il piano di Air France non affronta correttamente il problema del futuro di Az Servizi, di Malpensa e non spiega come intende garantire i collegamenti interni». Dunque «non è questione di nazionalità della compagnia, ma di avere risposte». Giusto che la decisione «spetti alla politica, ma il governo deve sapere che Cgil, Cisl e Uil non sono d'accordo» La compagnia francese ha provato ieri a rassicurare sul destino dello scalo milanese. «Ne conosciamo bene importanza e ruolo nel sistema economico del Nord. Proprio per questo - affermano fonti vicine al gruppo - il piano prevede d'incrementarne la qualità dell'offerta specie per la clientela business, con voli in partenza al mattino presto e rientro in orari serali. Non è necessario essere hub per essere un grande aeroporto. La nuova organizzazione consentirà ad Alitalia di tornare a crescere e riconquistare quote di mercato nel Nord Italia e sarà sviluppata sia nel rotte a medio che a lungo raggio». Immediata la replica di Air One. «Appare curioso - fa sapere il gruppo - che si sostenga che un aumento di qualità del servizio da Malpensa si possa avere riducendo da 17 a 3 le destinazioni intercontinentali raggiungibili direttamente». E ancora: «Chiediamo da tempo un confronto trasparente tra i piani e le loro ricadute e implicazioni. Il nostro è noto da tempo, consultabile online e presenta con chiarezza investimenti, tempi, organizzazione del network e ricadute occupazionali, inclusi i servizi di terra. Lo stesso non si può dire del piano francese». E sulla matrice "bancaria" del team in corsa: «Il fatto che ci siano importanti banche internazionali è la dimostrazione che il progetto Air One è solido, e quindi bancabile». |