Data: 28/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Su parentopoli la giunta ci ripensa. Precari, niente infornata la legge rinviata a gennaio

L'AQUILA. Cambio di rotta della giunta regionale sul tema della stabilizzazione dei precari della Regione. Per ora la legge non si farà, l'esecutivo su proposta dell'assessore al personale, Giovanni D'Amico ha rinviato il provvedimento, dando la precedenza alla rideterminazione della pianta organica in funzione della legge regionale 7 sull'incentivazione all'esodo. Per i precari se ne riparlerà ad anno nuovo. Il nodo rimane il numero delle persone da assumere ma anche chi, con quali meriti e curriculum. Alla Regione non si conosce il numero esatto delle persone da stabilizzare: se 100, 400 o addirittura un migliaio. In lista, infatti, ci sono precari «storici» in servizio da 10 anni, mentre altri sono neo assunti per lavori a progetto.
Su questi ultimi si sono incentrati sospetti e critiche, fino alle voci di un elenco di «parentopoli» che comprende tra le persone da inserire in organico figli di ex assessori, funzionari e dirigenti della Regione che in base ad una serie di provvedimenti potrebbero accedere alla maxi infornata di dipendenti.
Stop a parentopoli
In particolare se la giunta dovesse a gennaio dare luogo alla pioggia di assunzioni ci sarebbe un aggravio economico sui conti già in rosso della Regione e, nel contempo, non sarebbe stato attuato il piano di risparmio che si era voluto perseguire con la «rottamazione» dei dipendenti.
Fatto ancora più delicato, si sottolinea dalla Regione, il blocco di qualsiasi possibità di tenere un concorso pubblico almeno fino al 2010. La stabilizzazione di tutti avrebbe scatenato una guerra interna alla Regione senza esclusioni di colpi, con l'assessore D'Amico che si sarebbe ritrovato nel mezzo di fazioni avverse. Già erano sbandierati i ricorsi alla magistratura. La giunta regionale così ieri ha preferito andarci con i piedi di piombo. Attuando un iter che prevede più tappe: prima il via libera all'esodo incentivato; poi i concorsi interni con la «verticalizzazione» «del personale, "indispensabile"», come ha spiegato D'Amico: «dopo circa 20 anni di procedure bloccate ora si valorizzerà le professionalità del personale interno acquisite in anni di attività e in rispetto degli accordi contrattuali».
Per l'ingresso in organico del personale precario saranno fissati dei piani di stabilizzazione che terranno conto dei requisiti della Finanziaria nazionale e degli accordi sottoscritti con i sindacati del personale nel luglio e nel novembre scorso.
Iniziativa sui precari
Sul problema dei precari con contratti in scadenza a fine mese D'Amico, promeettee che prenderà una sua iniziativa. «In mancanza di una norma regionale», fa presente l'assessore al personale, «cercherò di utilizzare la Finanziaria nazionale per creare le condizioni di stabilizzazione. Oggi sarebbe lesivo del diritto individuale una improvvisa cessazione del rapporto di lavoro pur in presenza di una proposta di riordino e stabilizzzione dei dipendenti precari. C'è, tra l'altro, il rischio di un fuoco di fila delle vertenze contro la Regione e, non è detto, che i giudici diano torto ai lavoratori».
«Sulla stabilizzazione dei precari», ha infine ieri sera precisato D'Amico, «da due anni e mezzo la Giunta si è sempre mossa nel rispetto della legge e delle relazioni sindacali. All'inizio della legislatura era nelle nostre possibilità non rinnovare alcun contratto a tempo determinato o contratto Co.co.co; diversamente la giunta ha invece deciso di individuare un percorso che eliminasse la figura del lavoratore precario secondo le indicazioni della legge nazionale e degli accordi sindacali. Una scelta che risponde a criteri di trasparenza e legittimità, proprio perché fatta alla luce del sole e soprattutto in accordo con i sindacati e nel rispetto della normativa nazionale».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it