Data: 29/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil: «Alt ai contratti precari» Marchioli lancia l'allarme Primi confronti con gli enti

Contratti a tempo fino all'80%, una spirale da bloccare Si comincia dalla università. Burgo, Cig non soltanto a Chieti

CHIETI. La Cgil provinciale dichiara guerra al precariato. «Oltre il 75% dei contratti in provincia sono precari», dice il segretario generale Michele Marchioli, con il quale proseguiamo il giro d'orizzonte sul pianeta-lavoro, «un dato in continuo aumento, tant'è che si stima nel 2008 un innalzamento ulteriore della percentuale con meta all'80%. Basti pensare che, se nel 2004 i precari in provincia erano 14mila, nel 2006 sono saliti a 18mila». Che cosa state facendo per fermare questa spirale? «Il fenomeno, che riguarda in particolare donne e giovani, coinvolge maggiormente settori come la pubblica amministrazione, il commercio e in parte l'industria. Nel primo ambito stiamo lavorando per avere piani triennali di stabilizzazione dei precari».
Qual è il primo bilancio di questa azione?
«L'università D'Annunzio in un recente incontro si è detta convinta e disponibile alla sistemazione dei propri precari. A gennaio inizieremo il confronto stretto sui tempi e le modalità per attuare questa volontà. Anche con Comune e Provincia discussione avviata, così come con la Asl, e prevediamo in 3 anni la progressiva stabilizzazione del precariato con l'individuazione di percorsi certi per chi non gode ancora dei requisiti idonei, richiesti dalla finanziaria, per avere un contratto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione».
Gli altri due settori, commercio e industria, che tipo di strategia richiedono?
«Nel commercio il fenomeno è diffuso principalmente nelle piccole realtà: qui serve un confronto ampio con i diversi esponenti di categoria. Nell'industria, invece, i percorsi di stabilizzazione del precariato saranno sempre di più materia di contrattazione integrativa. Nella conferenza di organizzazione, a febbraio, studieremo altre forme di azione per realizzare questo obiettivo, non ultimo quello di attivare servizi del sindacato per i precari».
Come risponde la Cgil agli ultimi allarmi sulla cartiera Burgo?
«Avremo presto un incontro a Roma con la nostra segreteria nazionale proprio per decidere il da farsi. In ogni caso rimaniamo convinti che la cassa integrazione non debba essere assorbita dallo stabilimento teatino per tutto il gruppo. La nostra realtà ha un margine operativo lordo tra i migliori del gruppo e proprio in forza di questo è giusto che si prevedano investimenti atti a mantenerla sul mercato».
Morti bianche: che cosa intendete fare per invertire i numeri negativi della provincia chietina?
«E' necessario rimettersi al tavolo con gli industriali, per studiare percorsi comuni atti a informare e formare sia gli imprenditori che i lavoratori alla cultura della sicurezza, che è imprescindibile. Sollecitiamo anche più controlli e per questo invochiamo più ispettori del lavoro ma anche una maggiore sensibilità alla denuncia per salvare vite umane, che troppo spesso vediamo cadere sui luoghi di lavoro. Ci sono settori, in ombra, come la piccola impresa edile, agricola e di trasporti: anche qui auspichiamo un maggior confronto con le organizzazione datoriali».

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