Data: 29/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Pronto a spiegare tutto ai giudici» Il sindaco di Pescara D'Alfonso indagato per corruzione ha chiesto d'essere subito ascoltato

«Tramite i miei legali ho saputo che la magistratura è pronta ad ascoltarmi su questa vicenda che ritengo di poter chiarire sotto ogni aspetto, almeno per quel che mi riguarda. Tra domani e dopodomani, conto di fornire ogni spiegazione sulla base della mia conoscenza dei fatti». Di fronte alla giustizia, sceglie la linea del dialogo e del confronto Luciano D'Alfonso, sindaco indagato due volte in quindici giorni: il 12 dicembre scorso, il giorno prima del suo compleanno, ha ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini legate all'assunzione del suo fido collaboratore Guido Dezio a dirigente comunale. Ieri ha saputo d'essere finito sul registro degli indagati anche per la più delicata e complessa inchiesta sull'urbanistica, che da mesi tiene col fiato sospeso vari politici, dirigenti e tecnici di Palazzo di città come pure un gran numero di costruttori imprenditori, tutti finiti sul registro degli indagati della procura, con o senza avvisi di garanzia. Avvisi che il sindaco insiste a dire di non aver mai ricevuto: «Nè il primo nè il secondo», dimentico d'aver fornito proprio lui alla stampa le carte relative alla prima inchiesta e di essere per il momento soltanto iscritto nella seconda.
Sereno, sorridente, ma intimamente molto teso. Così D'Alfonso ha affrontato ieri il fuoco di fila di domande dei giornalisti in una conferenza stampa organizzata in fretta e furia dopo aver letto su Il Messaggero del suo coinvolgimento nell'inchiesta. Per l'urbanistica sono a suo carico ipotesi di reato pesanti: corruzione, abuso d'ufficio e finanziamento illecito ai partiti.
«Tutto nasce per colpa di un fondaco utilizzato come ripostiglio per vecchi mobili e vario materiale elettorale» si è schermito il primo cittadino. Uno sgabuzzino per accogliere materiale che D'Alfonso ha dovuto togliere da un altro locale, quello più nobile e prestigioso di piazza Unione, suo quartier generale dai tempi della campagna elettorale che nel 2003 lo ha portato al vertice di palazzo di città. «Il locale di piazza Unione è di proprietà di Ciccocioppo, imprenditore lancianese titolare dell'hotel Excelsior - ha spiegato D'Alfonso -. E' servito per ospitare iniziative culturali, ricordo quella dell'associazione Jonathan o la mostra della Compagnia delle opere, ed è stato quindi sgomberato dal materiale elettorale». Materiale che per l'appunto è finito nel fondaco ovvero il magazzino che ha fatto scattare approfondimenti d'inchiesta: il proprietario che l'ha concesso in uso a Guido Dezio ovvero al sindaco è infatti quell'Aldo Primavera, costruttore, da cui è partita l'inchiesta sull'urbanistica. Una cortesia che, secondo la procura, farebbe configurare nei confronti di D'Alfonso l'ipotesi di un favore illegittimo. Un collegamento di fronte al quale ieri il sindaco ha alzato un fuoco di sbarramento: «Posso soltanto dire che Primavera ha contenziosi con il Comune, ricorsi al Tar, che risalgono fino al 2002. Ad oggi - ha precisato D'Alfonso - con noi non ha avuto nessun rapporto e aggiungo che non è stato fatto nessun atto a suo favore». Convinto e sicuro, D'Alfonso ha difeso a spada tratta l'operato suo, della giunta e anche dei tecnici, sui quali finora aveva scaricato più d'una responsabilità: come nel caso della commissione esaminatrice dei requisiti per il concorso vinto da Dezio. «Non posso però garantire sui comportamenti individuali», ha aggiunto. «Chi fa attività politica può ritrovarsi nella condizione di dover spiegare ed io sono pronto a farlo», ha detto. A chi gli ha chiesto se e quanto è preoccupato, D'Alfonso ha invece risposto: «Non mi iscrivo al gruppo degli infastiditi che contestano la magistratura quando indaga. Quanto alle elezioni - ha concluso -, il nostro candidato sindaco sarà scelto con le primarie».

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