Data: 29/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bilancio, una giornata di fuoco. Slitta nella notte l'approvazione. Violenti scontri verbali tra i Poli

Consiglio regionale. Centrosinistra in difficoltà all'Emiciclo, ma problemi anche per il centrodestra

L'AQUILA - Seduta fiume per la manovra finanziaria ieri all'esame del Consiglio regionale chiamato ad esaminare il consuntivo 2006, la legge finanziaria 2008, il bilancio di previsione collegato e il documento di programmazione economica e finanziaria. Ieri sera, a tarda ora, il Consiglio era ancora impegnato nella discussione sulla finanziaria 2008 e il bilancio, con violenti scontri verbali tra Di Stefano, Cesarone e lo stesso presidente Roselli sul centro oli di Ortona e sulla riproposizione di finanziamenti alle associazioni. Nel pomeriggio era stato approvato il conto consuntivo 2006 a scrutinio segreto (23 sì, sette contrari e una scheda bianca). Per l'approvazione del bilancio si è dovuta attendere la notte.
Si comincia con un'ora di ritardo. La seduta subito diventa caotica, anche per la presentazione di numerosi emendamenti, quasi la metà a firma dell'opposizione a riprova delle difficoltà nel centrosinistra. Ma anche il centrodestra ha i suoi problemi. Un emendamento che recupera fondi per alcune associazioni e società sportive firmato da Di Matteo e D'Orazio (La Destra), viene attaccato da Fabrizio Di Stefano (An) che parla di «strano dono di Natale», di «inciucio» e «riedizione della legge Omnibus». Ma andiamo con ordine.
C'è subito il rinvio del documento di programmazione economica e finanziaria in commissione, poi la bagarre comincia sul consuntivo 2006 che presenta un disavanzo di 294 milioni di euro, 7 in più rispetto all'anno scorso, come accusa l'opposizione. «Sono stati spesi -dice Amicone dell'Udc- 587 milioni per mansioni superiori ai dirigenti della Regione, meno della metà per la sicurezza sul lavoro. E ancora 5 milioni per i premi di risultato agli stessi dirigenti, per non parlare dei 20 milioni spesi per il contenzioso. Si spiega così non soltanto il disavanzo, ma l'aumento dello stesso». E Alfredo Castiglione, capogruppo di An: «Dai dati del consuntivo emerge che l'Abruzzo è la sest'ultima regione in Italia per le esportazioni, l'ultima per gli investimenti, e per le unità di lavoro occupate a tempo pieno è penultima. Su questo l'assessore D'Amico, che non vedo in aula, dovrebbe darci una risposta, e anche sulla politica del centrosinistra che ha fatto retrocedere la nostra regione». Subito la replica di Orlando, presidente della Commissione Bilancio: «Dal 2000 in poi, la Regione ha contratto mutui per quasi un miliardo di euro. Dal 2006 ciò non è stato più possibile. Per questo il rendiconto 2006 rappresenta la fine di un'epoca per cui è sempre più difficile far quadrare i conti perché esiste, in effetti, un problema delle risorse». D'Amico, all'inizio del dibattito, aveva parlato di «un disavanzo in contenimento nonostante l'entità delle varie manovre di risanamento». Sono seguiti gli interventi di De Matteis (Italia di Centro), Tancredi (FI), Di Stefano (An), Giovanni Pace, Vito Domenici dell'Udc che ha parlato di «consuntivo disastroso». A loro ha replicato l'assessore all'Agricoltura Marco Verticelli: «Il rendiconto 2006 rappresenta un punto di passaggio tra due legislature. E molti impegni gravosi di questo consuntivo derivano dal bilancio 2005 predisposto dal centrodestra, che non fu impostato correttamente. Noi abbiamo dovuto risanare, riequilibrare, rimettere le cose in ordine». La discussione s'è accesa durante il dibattito sulla finanziaria e il bilancio di previsione con gli interventi di Tancredi, De Matteis, Amicone, Orlando, Pagano, Di Matteo, Di Stanislao, Mascitelli.

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