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I sindacati tornano a lanciare l'allarme trasporti. Dopo l'accorato appello del 18 maggio scorso in cui i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sottolineavano le difficoltà dell'intero comparto in un documento inviato al governo Prodi, le segreterie nazionali lanciano l'allarme traporto pubblico locale in una lettera inviata al neo Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, alla Conferenza delle Regioni, all'Anci, all'Upi, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché ai ministeri di competenza tra i quali il Dicastero del Lavoro, dell'Economia, dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture. Poche pagine per tratteggiare un comparto in crisi per l'assenza di regole certe e la mancanza di risorse strutturali sufficienti, ma anche per l'assenza di normali relazioni industriali: "perennemente in difficoltà ad ogni rinnovo contrattuale, in quanto Asstra e Anav fanno marcire le vertenze tenendo bloccato il tavolo naturale di confronto", ed infine per chiedere l'intervento di tutti i soggetti interessati per sbloccare la vertenza relativa al rinnovo del secondo biennio economico del contratto autoferrotranvieri. "Nel dicembre 2003 - si legge nel documento - il ritardo accumulato di 24 mesi per rinnovare il biennio economico scaduto provocò la esasperazione dei lavoratori con proteste spontanee tali da provocare il blocco del servizio." "Oggi - aggiungono - siamo a cinque mesi dalla scadenza del contratto del 31 dicembre 2005 e nonostante tre scioperi nazionali le controparti Asstra e Anav ancora rifiutano di aprire in modo corretto il tavolo negoziale, rischiando così di riportare la situazione a quella triste esperienza". Quindi, aggiungono le segreterie sindacali: "Prima di proclamare un altro sciopero nazionale, che provocherebbe un ulteriore aggravamento della tensione e disagi alla cittadinanza, chiediamo un intervento di tutti i soggetti interessati utile a sbloccare la vertenza".
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