Data: 04/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Taglieremo le tasse in tempi brevi» Prodi: ma anche sindacati e imprese devono fare la loro parte

Confermata l'agenda della verifica di maggioranza

ROMA. Romano Prodi conferma: l'obiettivo del governo di abbattere le tasse sui salari sarà raggiunto «in tempi brevi». «Ma perché questo sia possibile - avverte il premier in un colloquio con la "Stampa" - servirà il contributo di tutte le parti sociali, imprenditori e sindacati». E saranno comunque due, ha spiegato Prodi, i vertici della maggioranza. Il primo subito dopo l'incontro con sindacati e imprese, probabilmente intorno al 10, per parlare di programma e in particolare della questione salari.
Il secondo, sulla legge elettorale, più avanti, probabilmente dopo il 15, quando la consulta avrà deciso in merito all'ammissibilità del referendum.
In vista dell'8 gennaio, quando governo e parti sociali si siederanno allo stesso tavolo per discutere di come restituire potere d'acquisto ai salari, la partita resta però sempre legata ai tempi dell'intervento. Governo e sindacati sembrano infatti sostanzialmente d'accordo su cosa fare: detrazioni fiscali che rendano più pesanti le buste paga dei dipendenti con redditi fino a 40mila euro. Ma divergono sui tempi.
Cesare Damiano torna a chiedere «pazienza» ai sindacati che invece continuano ad agitare la minaccia di uno sciopero generale. «Se si sceglie la strada della concertazione - avverte infatti il ministro del Lavoro - si esclude il conflitto preventivo. Servono tempo e pazienza, con la fretta e la furia non si ottengono risultati».
Il ministro ribadisce infatti che per varare interventi concreti bisognerà aspettare la relazione trimestrale di cassa, a fine febbraio, per capire quali sono le risorse disponibili. Non si può dunque proclamare uno sciopero «preventivo», è il messaggio di Damiano, sulla base di quello che si potrà discutere nella riunione della prossima settimana.
I sindacati non ci stanno. «Abbiamo una riunione di Cgil, Cisl e Uil fissata per il 15 - ribadisce Luigi Angeletti, segretario generale della Uil - se in quella data non ci saranno risposte, o se saranno vaghe, saremo costretti a fare sciopero».
Damiano sostiene comunque che «la prima cosa da fare è il rinnovo dei contratti di lavoro in scadenza da molto tempo e successivamente agire sulla leva fiscale considerando le risorse in più che possono essere utilizzate per questo: il tema del 2008 deve essere il recupero del potere d'acquisto». Positiva la reazione del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che critica invece Padoa-Schioppa.
«Tre - ha detto infatti il sindacalista - sono i punti fondamentali su cui il sindacato chiederà chiarezza al Governo: detrazioni fiscali per lavoratori e pensionati, con attenzione alle famiglie con molti figli e persone inabili, detassazione del secondo livello di contrattazione, modifica delle aliquote e degli scaglioni». Bonanni ha però rilevato anche che quella dell'esecutivo appare una «politica del gambero, in quanto prima si offre disponibilità su salari e poi Padoa-Schioppa fa una intervista nella quale dice che si tratta di una questione tra noi e gli industriali».
Sulla stessa linea il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti: «Vogliamo rassicurare il ministro Damiano», ha affermato, «non é nella cultura della Uil fare scioperi preventivi. Il problema», ha aggiunto, «é che da tempo il sindacato chiede al Governo di procedere ad una riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente e da pensione. Ora quel tempo é scaduto, per questo chiediamo con forza al Governo di intervenire subito con due provvedimenti: detassare gli aumenti contrattuali e aumentare le detrazioni per i lavoratori e per i pensionati. Se per conseguire questo obiettivo di equità e di giustizia dovremo mettere in campo forme di lotta adeguate, siamo pronti a farlo».
A rassicurare i sindacati interviene anche Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia. «Cosa fare per le tasse sui lavoratori - spiega - lo dice la finanziaria 2008 che prevede una riduzione della pressione fiscale sui lavoratori dipendenti».

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