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ROMA - Pedaggi autostradali molto più "salati" del previsto. Di quanto cioè annunciato il 20 dicembre. La sorpresa al casello - che il ministero delle Infrastrutture si è "dimenticato" di far rilevare con chiarezza - porta l'aumento medio sulla maggiore rete autostradale - quella di Autostrade per l'Italia - non al 3,6% ma al 4,6-4,7%. E questo per effetto del "sovrapprezzo Anas". Un balzello previsto dalla legge Finanziaria ma - e qui c'è la beffa - sottaciuto nei comunicati ufficiali. Almeno fino ad ora. Una "tassa" in più che andrà a finanziare la Salerno-Reggio Calabria e che rende più pesante l'esborso per gli automobilisti. Ma le sorprese non finiscono qui. In pochi sanno che l'aumento medio del 4,6%-4,7% (di cui circa l'1% finirà nelle casse dell'Anas) riguarda solo la classe A, ovvero le automobili. Per i veicoli a tre assi (classe 3), cioè auto più roulotte o camion, l'incremento medio vola in media al 6-6,5% (circa 2,7% finisce all'Anas), mentre per i Tir (classe 5) siamo intorno al 4,8-5% (circa un punto e mezzo di sovrapprezz). Come si vede il sovraprezzo, messo nero su bianco dalla Finanziaria, cambia a seconda del tipo di veicolo. Insomma, una vera "giungla". Ma scendiamo nei dettagli: da Roma a Milano, ad esempio, un'auto (classe A) paga il 4,7% in più: che tradotto in cifre significa 31,30 euro (contro 29,90 euro del 2007). Da Roma a Firenze l'aumento è del 4,8%: da 14,50 a 15,20 euro. Stesso incremento per la Roma-Napoli: 11 euro (10,50). Roma-Pesaro solo il 2,8% in più. Per camper e Tir l'esborso al casello, per esempio tra Roma e Firenze, è in media ben più consistente (+5%). Se Autostrade per l'Italia ha ottenuto l'incremento del 3,6% (4,6% in media per l'utente finale con punte fino al 7% per la classe 3), per altre società è andata peggio: su 22 solo 13 concessionarie hanno ottenuto la possibilità di alzare i pedaggi avendo rispettato i parametri legati a investimenti, sicurezza e manutenzione previsti dall'Anas. Autostrade è stata ritenuta virtuosa, cioè in regola con questi standard. Gavio (autostrada Torino-Milano) invece ha avuto solo lo 0,80%, a cui si deve però aggiungere, solo per gli utenti, l'1% che andrà all'Anas. Altre tratte - per esempio l'Autostrada dei Parchi (Roma-Aquila-Pescara) e la Savona-Ventimiglia - non hanno avuto aumenti ma l'utente pagherà comunque l'1% all'Anas. Quello che più colpisce in questa vicenda è la mancanza di trasparenza, quasi vi fosse l'intenzione di tenere celata una scomoda verità. Non da parte dei concessionari, che in questo caso sono soggetti passivi.
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