Data: 03/06/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco chiama a raccolta l'Unione. Sindacati e Confindustria battono i pugni: «No alle imposte».

Lunedì vertice d'urgenza. Mazzocca: «Il 7 giugno sarò dal ministro per convincerlo». L'assessore: «Il Consiglio approvi in fretta il piano anti-deficit»

PESCARA - Ottaviano Del Turco chiama a raccolta le truppe: per lunedì mattina alle 11, all'Aquila, Palazzo Silone, ha convocato d'urgenza tutti i consiglieri regionali del centrosinistra. Tema del giorno, neanche a dirlo: l'incubo-sanità, il moloch che ingoia il bilancio regionale e che ora minaccia di allungare i suoi artigli anche nelle tasche dei cittadini, con gli aumenti delle aliquote Irap e Irpef. Del Turco e gli altri cinque governatori delle Regioni messe all'indice dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, hanno strappato al Governo una bombola d'ossigeno: un mese di tempo per dimostrare che il risanamento dei conti sanitari è avviato e che se ne garantisce l'azzeramento, un mese di tempo per evitare le tasse che incombono sui cittadini delle Regioni sanitariamente non virtuse, come deciso dalle Finanziarie nazionali 2005 e 2006. Un mese di speranza. Impresa difficilissima, in termini alpinistici una scalata da sesto grado superiore. Roba tostissima.
Ma il governo di centrosinistra non ha scelta, deve fare di tutto per evitare una pericolosissima onda di ritorno in termini di consensi elettorali: nella Pescara ulivista il Comune aumenta le tasse, se anche la Regione chiede ai cittadini di metter mano al portafogli gli effetti saranno prevedibilmente sgradevoli.
I sindacati le hanno già cantate chiare: di aumenti delle tasse neanche a parlarme. Identica la linea di Confindustria: niet a nuove tassazioni, immediata apertura di un tavolo di confronto tra Regione e organizzazioni sindacali e imprenditoriali per cercar di cavare il ragno dal buco. Che, trattandosi del buco della sanità, altro che ragni nasconde. Dinosauri.
L'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, non vive un momento particolarmente felice, e non lo nasconde: «E come potrei? La situazione debitoria che abbiamo ereditato è nota, non voglio insistere su questo argomento ma non posso neanche eluderlo. Noi abbiamo avviato iniziative per rimettere in piedi il bilancio della sanità abruzzese, e il Governo lo sa. Ma i primi effetti si vedranno solo tra qualche mese. Sempre che il Consiglio regionale approvi in fretta, subito, i nostri provvedimenti per la razionalizzazione della sanità abruzzese, in modo da renderli operativi da luglio. Ecco, chiedo al Consiglio di fare davvero in fretta. Io, con gli altri assessori regionali alla Sanità, sarò il 7 giugno dal ministro Livia Turco e mostrerò, carte alla mano, cosa stiamo facendo per sanare il buco dei conti. Ma il Governo le relazioni sui nostri progetti di rientro dal debito le ha già». E allora, se le ha già, ma il dito puntato sull'Abruazo non lo toglie, non c'è speranza di evitare l'aumento della tassazione. «Io chiedo che il Governo valuti più approfonditamente quel che stiamo facendo, e che sblocchi anche i fondi che ci deve, perchè lo stop a quel denaro, deciso dai Governi precedenti, contribuiscenon poco a mantenere aperto questo buco nei conti».
Insistiamo: quante chances ci sono, realmente, di evitare il ricorso ai portafogli dei cittadini? Poche, ci sembra. «Poche, ma non è detto. Aspetto il 7 giugno con fiducia».

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