Data: 08/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il sindaco di Pescara ottavo. D'Alfonso «Non mi ricandido». Chiodi: «È solo un gioco». Ricci: «Colpa dell'emergenza». Cialente: «È uno sprone»

PESCARA. «Che stavo all'ottavo posto», sopra Veltroni, Moratti, Domenici, Cacciari, Cofferati, Iervolino e tanti altri, «me l'ha detto Chiamparino, che si è complimentato e mi ha promesso che sarà a Pescara a metà febbraio per un'iniziativa che riguarderà il sindaco di Torino dal punto di vista amministrativo e politico. Verrà a presentare la mia candidatura? Credo di no. In prima fila ci sarà qualcun altro».
La classifica del Sole 24 Ore ridà la carica a Luciano D'Alfonso che tuttavia, per la prima volta, dice di non volersi ricandidare. Il sindaco di Pescara ritrova il sorriso, dopo i giorni di tensione per l'indagine della procura nella quale è coinvolto. Appena finito di parlare con Chiamparino, è D'Alfonso a fare una telefonata. «Ho chiamato il mio amico sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, da me stimatissimo perché lo ritengo un vero e proprio rinoceronte contro i problemi della città. Non a caso, i cittadini gli hanno dato il pubblico riconoscimento. Inondato tre anni fa da una valanga di denunce, ha fatto il sindaco per due mandati e lo hanno richiamato anche per il terzo. Il suo caso è quello di una persona che ha profuso tutte le energie a sostegno del progetto di crescita della sua città, una di quelle citate come emblema dal Censis, che parla anche di Pescara».
«Le classifiche sono attendibili», sì, ma la spinta del sondaggio non fa fare lo scatto di reni a D'Alfonso che, anzi, dice di voler rinunciare alla corsa-bis per Palazzo di città. «Queste graduatorie», sostiene, «sono oltremodo attendibili per l'assoluta imparzialità. La candidatura? Ho sempre pensato che, per fare in prima fila il decisore pubblico, c'è bisogno di avere idee, entusiasmo e attrezzatura culturale. Io, le risorse per assicurare decisioni di qualità per 60 mesi, le ho utilizzate tutte. Mi piacerebbe che i prossimi 60 mesi vedessero la prima fila di qualche altro. Io sarò lì accanto, senza risparmiare nemmeno una goccia della mia determinazione e passione civile. Anche perché, a differenza di cinque anni fa, il centrosinistra ha almeno dieci personalità che possono continuare questo apprezzato lavoro per la città. Dentro di me sento il bisogno, in questa fase, di rimettermi a studiare, anche per guadagnare stimoli innovativi per quanto concerne le decisioni che servono al territorio, all'economia e alla città. Dichiaro, preciso e confermo che sono nel perimetro della coalizione per tutto quello che alla coalizione dovesse servire». Finora il sindaco di Pescara aveva dichiarato di essere disponibile a correre di nuovo, di fronte a una richiesta da parte della coalizione. Ora le sue dichiarazioni sembrano voler correggere il tiro.
Per il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, «la classifica mi pone al secondo posto, tra gli eletti nel 2007, per crescita di consensi dopo il primo cittadino di Cuneo che è, però, al secondo mandato. Infatti dal 53,2% del giorno delle elezioni sono passato al 56%. Un risultato che mi gratifica non poco anche perché mi è stato conferito proprio dagli aquilani che ancora una volta ringrazio tutti. Per me è un motivo in più per fare sempre meglio perché sono consapevole che si può e si deve sempre migliorare. A 6 mesi dal mio insediamento, questo risultato non rende vano il costante lavoro che tutta l'amministrazione, giunta e consiglio, hanno svolto in questo periodo. Mi sento sindaco di tutti e non posso non riconoscere lo sforzo di coloro che hanno lavorato e lavorano con me. Questo è e continuerà a essere il mio obiettivo. I miei concittadini meritano il meglio».
«Dobbiamo imparare a comunicare meglio quello che facciamo ma l'indice di gradimento è ancora al 51,5% e, se si riuscirà a realizzare quel che abbiamo messo in cantiere per il 2008, sono sicuro che c'è la possibilità di risalire». Commenta così Francesco Ricci, sindaco di Chieti, il suo 78º posto. «C'è da aggiungere», precisa, «che il sondaggio è stato fatto nel momento più difficile, nel pieno delle emergenze acqua e teatro. Tanti concittadini hanno abboccato alle strategie comunicative dell'opposizione, ma questa tendenza al ribasso si può invertire».
Così il sindaco di Teramo Gianni Chiodi: «Non posso che essere soddisfatto, ma è solo un bel gioco. La valutazione più positiva deriva dall'incremento del consenso rispetto a quello elettorale. È un risultato in controtendenza, nel confronto col dato politico di una regione amministrata dal centrosinistra».

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