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L'AQUILA - Non deve essere stato un buon avvio di giornata, quello di ieri, per Ottaviano Del Turco quando nello studio a palazzo Centi ha sfogliato la rassegna stampa e ha scorso il "Governance poll" del "Sole 24 Ore" che altro non è che la classifica del gradimento che gli elettori delle regioni italiane danno al proprio governatore, oltre che a presidenti di provincia e sindaci. Del Turco è lì al penultimo posto, un punto prima di Burlando presidente della Regione Liguria, quello sorpreso a guidare contromano in autostrada e che invece di dare una spiegazione plausibile agli agenti che lo avevano fermato, non trovò di meglio che esibire il tesserino di parlamentare. Ebbene se si votasse oggi, Burlando avrebbe il 44% per cento dei suffragi, Del Turco il 45%. Per il governatore dell'Abruzzo è un salto all'indietro di oltre 13 punti rispetto al giorno dell'elezione più di due anni e mezzo fa (era stato votato dal 58,1% degli abruzzesi), e di 6 punti e mezzo rispetto all'anno scorso quando aveva avuto il 51,5% dei consensi. Una caduta verticale che, ha detto Fabrizio Di Stefano, coordinatore di Alleanza Nazionale, «disegna in maniera inequivocabile lo stato d'animo degli abruzzesi, gravati da una morsa fiscale insostenibile e da una disoccupazione che in certe aree tocca il 30%, aree che assistono ad una mancanza di qualsiasi strategia di rilancio del territorio, ad un utilizzo scriteriato delle risorse e ad una incapacità diffusa di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini». «E a guidare questa classifica-ha aggiunto Di Stefano- è il padre-padrone della sinistra abruzzese, Ottaviano Del Turco, posizionato al penultimo posto, capace di fare peggio anche del Bassolino sommerso dai rifiuti e meglio solo del suo collega ligure Burlando, noto per le discutibili evoluzioni automobilistiche. Se questa è la Regione che correm di cui parla il governatore, due sono le alternative: o gli abruzzesi non se ne sono accorti oppure è una corsa che ci porta dritti dritti ad un precipizio». Per Del Turco gli esiti del sondaggio non sono giunti inattesi. «La caratteristica di questa graduatoria -ha detto- è chiarissima. Penalizza i governatori di quelle Regioni che hanno le maggiori difficoltà di bilancio come conseguenza del debito della sanità. L'impopolarità dei governatori deriva dai provvedimenti adottati che certo non trovano il gradimento delle popolazioni». Non a caso, secondo Del Turco, negli ultimi dieci posti del sondaggio troviamo i governatori delle cosiddette "regioni canaglia" quelle che non sono state capaci di attuare, tra il 2001 e il 2006, il risanamento chiesto dal governo. «All'ultimo posto -ha aggiunto il governatore- c'è addirittura la Liguria, che avrebbe dovuto essere trascinata dalle regioni del Nord, e che invece deve fare i conti con le proprie difficoltà, mentre ai vertici del sondaggio sono collocate tutte le regioni che non hanno problemi di bilancio, in particolare quelle a statuto speciale». Il governatore ha detto di essere consapevole che il suo ruolo è «cantare e portare la croce», ma ha aggiunto di non avere «alcuna intenzione di venir meno agli impegni presi col governo per il risanamento. I conti -ha concluso- devono essere rimessi in ordine anche a costo di divenire impopolari». |