Data: 08/01/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Raccomandopoli, scatta l'accusa di truffa. I concorsi sospetti a Montesilvano: perquisita la sede della Quanta, la società che elaborò i quiz

Si allarga l'inchiesta su "raccomandopoli" a Montesilvano dove già sono indagati il sindaco, Pasquale Cordoma, l'assessore all'urbanistica Corrado Carbani, il capo gruppo di Forza Italia, Luigi Marchegiani, il presidente provinciale di An, Lorenzo Sospiri, e undici candidati dei concorsi sospetti al Comune. Oltre a crescere il numero degli indagati, fa il suo ingresso una nuova e significativa ipotesi di reato che è quella di truffa, che si aggiunge all'abuso d'ufficio e alla rivelazione di segreti d'ufficio. Ma andiamo per ordine. Ieri è stata la giornata della società Quanta: un colosso fra le agenzie per il lavoro, con sedi in Italia e all'estero, che per conto del Comune di Montesilvano ha curato la stesura dei quiz finiti sotto inchiesta in quanto la griglia con le soluzioni esatte, alla vigilia delle prove scritte, sarebbe stata consegnata prima ad un esponente di An e poi a Carbani e Marchegiani, tutti sponsor di una serie di candidati. Personaggi che sono stati candidati alle ultime elezioni per An e non eletti per una manciata di voti, amici o parenti di questo o di quel politico: questa è almeno l'ipotesi accusatoria sulla quale stanno lavorando il Pm Giampiero Di Florio e il capo della mobile Nicola Zupo, alla ricerca di chi abbia consegnato la soluzione dei quiz ai politici indagati e quindi ai candidati. E ieri, proprio per raggiungere questo obiettivo, su disposizione del magistrato, Zupo ha eseguito una serie di perquisizioni nelle diverse sedi della società Quanta alla ricerca di qualche indizio utile per l'inchiesta o di qualche conferma. Agli indagati già noti, qualcuno già raggiunto da avviso di garanzia come Carbani e Marchegiani per le perquisizioni subìte, altri soltanto iscritti sul registro degli indagati, come il sindaco Cordoma e l'esponente di An Sospiri, si aggiungono adesso i nomi dei responsabili della società Quanta (che ieri stesso sono stati ascoltati dalla polizia) che rispondono delle stesse accuse contestate fino ad oggi agli altri, e cioè abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio, con l'aggiunta però della truffa. Reato che potrebbe essere finito già sul groppone di altri coindagati e dunque disegnare un quadro diverso e più pesante della situazione che il sindaco di Montesilvano sta tentando da giorni di minimizzare, da quando cioè Il Messaggero ha anticipato la notizia del suo coinvolgimento nell'inchiesta, dichiarando di non aver mai ricevuto nessun provvedimento dalla procura. E diversamente non potrebbe essere visto che risulta, al momento, soltanto iscritto, ma forse non è questo l'aspetto più rilevante della questione quanto il fatto che ci sono quattro concorsi sospetti che sono stati soltanto congelati dal sindaco, ma non ancora annullati. E questo nonostante ci siano stati dei personaggi, anche importanti nella struttura comunale o che lavorano a stretto contatto con il sindaco che, interrogati uno dal magistrato e uno dal dirigente della mobile, avrebbero vuotato il sacco e raccontato tutto quello che sapevano di questa poco chiara faccenda che arriva a soli sette mesi dall'insediamento di questa nuova giunta di centro destra, salita al potere grazie alle disgrazie che hanno colpito la vecchia giunta di centro sinistra, quella di Cantagallo per intenderci. Insomma per la città di Montesilvano sembra non esserci proprio pace dal punto di vista politico-amministrativo-giudiziario.



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